farmaci antiobesità
04 Giugno 2026Dopo l'approvazione negli Stati Uniti e in Europa del semaglutide 7,2 mg per il trattamento dell'obesità, l'attenzione si concentra sul profilo di sicurezza del nuovo dosaggio. Il profilo di sicurezza è sostanzialmente sovrapponibile a quello del semaglutide 2,4 mg, con l'eccezione di un aumento dei casi di disestesia.

Il semaglutide 7,2 mg, recentemente approvato negli Stati Uniti e in Europa per il trattamento dell'obesità, presenta un profilo di sicurezza generalmente in linea con quello già noto per gli agonisti del recettore GLP-1. A richiamare l'attenzione è però un aumento dei casi di disestesia, alterazione della sensibilità cutanea che può manifestarsi con bruciore, formicolio o intorpidimento. Le evidenze arrivano dallo studio di fase 3b Step Up, che ha valutato efficacia e sicurezza del nuovo dosaggio in oltre 1.400 adulti con obesità e a cui Pharmacytimes ha dedicato un approfondimento rivolto ai farmacisti.
Lo studio ha coinvolto 1.407 adulti con obesità, definiti da un indice di massa corporea (Bmi) pari o superiore a 30 kg/m². Dopo 72 settimane, la perdita media di peso è risultata del 20,7% con semaglutide 7,2 mg, rispetto al 17,5% osservato con il dosaggio da 2,4 mg e al 2,4% con placebo. Sul fronte della sicurezza, gli eventi avversi più frequenti restano quelli gastrointestinali già associati alla classe dei GLP-1, tra cui nausea, vomito, diarrea, stipsi e dolore addominale. Secondo l’analisi, questi effetti tendono generalmente a essere lievi o moderati e a ridursi con l’aumento graduale della dose. Infatti, nello studio Step Up, gli eventi avversi gravi sono stati segnalati nel 6,8% dei pazienti trattati con semaglutide 7,2 mg, rispetto al 10,9% nel gruppo trattato con il dosaggio da 2,4 mg e al 5,5% con placebo.
Un segnale che ha invece attirato l’attenzione riguarda la disestesia, termine che comprende alterazioni della sensibilità cutanea come bruciore, formicolio o intorpidimento. Questi eventi sono stati riportati nel 22,9% dei pazienti trattati con il dosaggio da 7,2 mg, rispetto al 6% con semaglutide 2,4 mg e allo 0,5% con placebo. Secondo la Fda, nella maggior parte dei casi i sintomi si sono risolti spontaneamente o dopo riduzione della dose. Come gli altri medicinali a base di semaglutide, anche il dosaggio da 7,2 mg mantiene l’avvertenza sul potenziale rischio di tumori delle cellule C della tiroide e non deve essere utilizzato nei pazienti con anamnesi personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide o sindrome da neoplasia endocrina multipla di tipo 2.
Sul tema della sicurezza dei farmaci agonisti GLP-1/GIP-GLP-1 è intervenuta recentemente anche l’Aifa con la guida “Nuovi farmaci per il diabete e l’obesità: cosa sapere per un uso consapevole”. L’Agenzia italiana del farmaco richiama l’attenzione soprattutto sugli effetti gastrointestinali, sul rischio di ipoglicemia in associazione con insulina o sulfoniluree e sulla necessità di monitorare possibili interazioni con altri medicinali e integratori.
Fonte:
https://www.pharmacytimes.com/view/what-pharmacists-should-know-high-dose-semaglutide-safety-profile
ph.cr. magnific
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