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26 Maggio 2026

Dolore muscoloscheletrico, il consiglio del farmacista guida la scelta nell’automedicazione

Diversi fattori sociali e demografici sono associati all’aumento dei disturbi muscoloscheletrici e del ricorso ai Fans. Centrale il ruolo del farmacista nell’orientare l’automedicazione e l’appropriatezza terapeutica.

di Redazione Farmacista33


Dolore muscoloscheletrico, il consiglio del farmacista guida la scelta nell’automedicazione

Dolore acuto e disturbi muscoloscheletrici sono sempre più diffusi in Italia, anche per effetto dell’invecchiamento della popolazione, dello stress e dei cambiamenti nelle modalità di lavoro, con un conseguente aumento del ricorso ai farmaci antinfiammatori e dell’automedicazione. In questo contesto, il farmacista può svolgere un ruolo di orientamento verso un uso appropriato e sicuro dei Fans. 

In aumento dolori muscoloscheletrici 

A rilanciare il tema è Haleon, azienda del settore consumer healthcare, che ha diffuso dati epidemiologici dell’Osservatorio YouGov: “Otto italiani su 10 hanno sofferto almeno un episodio di dolore nell’ultimo anno, con manifestazioni che spaziano dal dolore muscoloscheletrico al dolore dentale, dal dolore mestruale alla cefalea, fino al dolore associato a raffreddore e influenza”. Inoltre, secondo i dati Inail “il 71,5% delle denunce di malattie professionali nel 2024 riguarda patologie muscolo-scheletriche, in aumento rispetto al 68% del 2020”.
Secondo il Global Health Inclusivity Index (studio condotto dall'Economist Impact con il contributo del gruppo Haleon), i disturbi muscoloscheletrici sono responsabili ogni anno in Italia di oltre 4 miliardi di euro di costi, tra spesa sanitaria pubblica e privata, perdita di produttività, assenze, turnover e pensionamenti anticipati, e investire in prevenzione permetterebbe di risparmiare oltre 1,72 miliardi di euro l’anno solo in Italia.

“Il dolore non è semplicemente un sintomo, ma più un vero e proprio fenomeno sociale, economico e lavorativo che coinvolge tutti - osserva Fabrizio Gervasoni, Medico Fisiatra, Direttore S.C. Distretto Municipio 2 dell’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano. - In una popolazione che vive più a lungo e che è quotidianamente esposta a fattori di rischio legati al lavoro e agli stili di vita, prevenzione e trattamento tempestivo del dolore diventano elementi cruciali per preservare mobilità, autonomia e qualità della vita. È quindi necessario l’empowerment del paziente: un approccio informato e consapevole, che preveda il coinvolgimento attivo della persona in attività di educazione, prevenzione, esercizio e uso appropriato delle terapie disponibili”.

Aumentano analgesici e automedicazione: il consiglio del farmacista

In Italia, di fronte al dolore acuto, molte persone ricorrono ai Fans: gli analgesici orali, riportano i dati NewsLine, “sono oggi la risposta più diffusa tra gli italiani: tra il 2019 e il 2024 il segmento ha registrato una crescita di 3 milioni di unità vendute”. Il crescente ricorso all’automedicazione rende centrale il tema dell’appropriatezza terapeutica e il medico e il farmacista sono indicati come riferimenti per garantire una scelta terapeutica personalizzata, sicura e coerente con il profilo clinico del paziente.

Tra le opzioni terapeutiche accessibili in automedicazione è disponibile da alcuni mesi il dexibuprofene, l’enantiomero farmacologicamente attivo dell’ibuprofene, responsabile dell’effetto analgesico e antinfiammatorio. Secondo quanto riportato da una nota di Haleon, la disponibilità della sola componente attiva “consente di ottenere un effetto analgesico e antinfiammatorio con dosi inferiori rispetto alla miscela racemica, con un metabolismo meno complesso e senza necessità di conversione metabolica dell’enantiomero inattivo”. 

TAG: FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI, DOLORE, DOLORI MUSCOLARI

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