Endocrinologia
21 Ottobre 2026L’indagine di Ame sui medici di famiglia rileva una generale concordanza con gli specialisti. L’84% indica la levotiroxina come prima scelta; sul restante 16% si concentra il richiamo degli endocrinologi alle raccomandazioni e alla formazione condivisa.

Per la maggior parte dei medici di medicina generale la levotiroxina è il trattamento iniziale prescritto per l’ipotiroidismo, solo una minoranza preferisce orientarsi su altre opzioni terapeutiche, inoltre hanno ben chiaro che farmaci e integratori possono interferire con la stabilità della terapia. Sono alcuni aspetti emersi da un’indagine condotta dall’Associazione degli endocrinologi, Ame in collaborazione con IBSA Farmaceutici, sui medici di famiglia con l’obiettivo di valutare la conoscenza e l’applicazione delle linee guida nazionali per il trattamento dell’ipotiroidismo. I risultati sono stati presentati al 13° Thyroid UpToDate, organizzato da AME all’inizio di ottobre 2026.
L’indagine, svolta nel 2025, ha raccolto le risposte di 849 medici di medicina generale, coinvolti nell’ambito di un programma di aggiornamento articolato in oltre 65 incontri territoriali, frequentati complessivamente da circa 1.400 medici. L’84% degli intervistati indica la levotiroxina (LT4) come trattamento iniziale dell’ipotiroidismo. Il restante 16% si orienta su altre opzioni: il 7% sugli estratti tiroidei, il 6% sulla combinazione di levotiroxina e liotironina (LT4+LT3) e il 3% sulla sola liotironina (LT3). Durante il congresso, le risposte sono state confrontate con quelle fornite da una platea di specialisti alle stesse domande.
“Abbiamo rilevato una generale concordanza che ci ha soddisfatti. L’elemento di maggiore differenza tra l’approccio dello specialista e quello del medico di famiglia è stato sul tipo di farmaco da utilizzare dopo la diagnosi di ipotiroidismo”, spiega Rinaldo Guglielmi, past-president Ame e coordinatore della Commissione Tiroide & EPE, che ha coordinato anche il gruppo degli estensori delle linee guida nazionali.
La differenza nella scelta iniziale del farmaco rappresenta il principale punto di attenzione evidenziato dagli endocrinologi. Secondo Guglielmi, l’impiego della combinazione LT4+LT3 o degli estratti tiroidei può aumentare il rischio di un eccesso di trattamento, particolarmente rilevante in una terapia cronica che richiede monitoraggio e personalizzazione.
La Linea guida sulla gestione terapeutica del paziente adulto con ipotiroidismo primario non in gravidanza, pubblicata dall’Istituto superiore di sanità nel 2024 e sviluppata da Ame e Società italiana di endocrinologia (Sie), raccomanda fortemente la monoterapia con levotiroxina rispetto alla combinazione LT4+LT3. Il documento indica inoltre di evitare gli estratti tiroidei e la sola LT3 nella terapia sostitutiva ordinaria.
La terapia combinata può essere considerata in pazienti selezionati dopo valutazione clinica, ma non rappresenta la scelta iniziale raccomandata. Il richiamo riguarda quindi la collocazione delle diverse opzioni nel percorso terapeutico; l’indagine rileva le scelte dichiarate dai medici e non documenta eventi avversi nei pazienti.
Accanto alla scelta del farmaco, l’indagine ha esaminato altri aspetti della gestione terapeutica. Il 73% dei medici riconosce che farmaci e integratori possono interferire con la stabilità della terapia, mentre il 63% indica un controllo del TSH dopo quattro-sei settimane dall’inizio del trattamento. Il 54% ritiene opportuno coinvolgere lo specialista in circostanze particolari, come gravidanza, età pediatrica o difficoltà nella gestione della terapia sostitutiva. Nel quadro di generale concordanza rilevato, Ame propone di rafforzare il confronto tra medicina generale ed endocrinologia per affrontare le differenze emerse e i dubbi nella pratica clinica.
“È necessario organizzare incontri di formazione agili e mirati, fondati su un rapporto di collaborazione paritaria tra specialisti e medici di famiglia, nei quali affrontare i dubbi più frequenti e le situazioni cliniche che ancora rappresentano aree di incertezza”, afferma Enrico Papini, endocrinologo e coordinatore del Comitato scientifico Ame.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
06/10/2026
Uno studio sui registri danesi confronta il rischio di tromboembolismo venoso, ictus e infarto nelle utilizzatrici di terapia ormonale della menopausa. I risultati evidenziano differenze secondo la...
A cura di Redazione Farmacista33
05/10/2026
Già rimborsato in Italia per la colite ulcerosa, il farmaco è ora disponibile anche per gli adulti con malattia di Crohn attiva da moderata a grave dopo risposta inadeguata, perdita di risposta o...
A cura di Redazione Farmacista33
29/09/2026
Due opzioni potrebbero incidere sulla gestione quotidiana delle terapie: una combinazione settimanale per il diabete di tipo 2, in attesa di autorizzazione europea, e una formulazione orale per...
A cura di Redazione Farmacista33
28/09/2026
La Commissione europea ha approvato obicetrapib e la sua associazione a dose fissa con ezetimibe. È la prima approvazione mondiale del farmaco, un inibitore orale della CETP
A cura di Redazione Farmacista33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)