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10 Febbraio 2020

Crimini farmaceutici, norme e sanzioni insufficienti. Interrogazione a Ministero su ratifica Medicrime


In Italia non ci sono norme specifiche riferite a reati connessi ai farmaci né circostanze aggravanti che diano la misura della pericolosità di tali illeciti che possono avere pesanti ricadute sulla salute

In Italia non ci sono norme specifiche riferite a reati connessi ai farmaci né sono previste circostanze aggravanti che diano la misura della pericolosità di tali comportamenti illeciti che possono avere pesanti ricadute sulla salute pubblica. A ribadirlo è il procuratore di Napoli Diana Russo ai microfoni di Radio24 nel corso della trasmissione "Storiacce", dedicata al fenomeno dei furti di farmaci e alle rotte illegali che prendono una volta sottratte al canale ufficiale. Il procuratore Russo insieme a Domenico Di Giorgio dirigente dell'Unità prevenzione contraffazione dell'Aifa, sono i firmatari di uno studio che mostra come la corretta applicazione dellaConvenzioneMedicrimeavrebbe sostenuto il procedimento giudiziario e portato a sanzioni efficaci contro gli autori di furti e illeciti in ambito farmaceutico.


Legislazione insufficiente, sanzioni inadeguate 

Le norme italiane, risponde il procuratore sul tema dell'efficienza della legislazione giudiziaria, «sono insufficienti e andrebbero adeguate sia sul piano sostanziale, con una valorizzazione del fenomeno e l'introduzione di fattispecie o di circostanze aggravanti ad hoc riferite ai farmaci, sia sul piano procedurale, con un maggior coordinamento tra uffici, una maggiore incisività del sistema di tracciabilità dei farmaci e delle sanzioni accessorie, soprattutto quando i soggetti coinvolti sono professionisti del settore».
L'attuale sistema di tracciabilità del farmaco, prosegue Diana Russo, «si basa sui codici di Aic. Poi ogni confezione ha un lotto di produzione e dovrebbe avere una targatura individuale non obbligatoria e non sempre presente perché solo alcune case farmaceutiche lo mettono. Questo rende difficile individuare il venditore. Le falle di questo sistema - aggiunge - sono anche le norme che si possono contestare. La prima fattispecie contestata è la ricettazione di merce rubata, ma è una tipologia di reato comune che non dà la misura della pericolosità del comportamento di chi ruba farmaci, li conserva in modo inadeguato in un magazzino senza requisiti e poi li reinserisce falsificando documenti nel mercato nero, o peggio ancora in quello legale. Non ci sono norme specifiche riferiti ai reati farmaceutici né circostanze aggravanti e questa è una delle prime indicazioni suggerite dallo studio pubblicato e già previste dalla Convenzione Medicrime già sottoscritta ma non ratificata in Italia».


Interrogazione: Italia ratifichi Convenzione MediCrime

Ed è proprio su questo che verte l'interrogazione parlamentare presentata lo scorso 5 febbraio, a firma Maria Rizzotti della 12ª Commissione Igiene e sanità, in cui è stato chiesto al Ministro della salute, "preso atto che vi è un'evidente inadeguatezza della legislazione esistente in materia di reati farmaceutici alla luce delle loro potenziali ripercussioni sulla salute pubblica", "quali siano le motivazioni che continuano a ritardare la ratifica della Convenzione Medicrime e quali tempi siano previsti affinché si completi l'iterdi ratifica per l'Italia, al fine di colmare le carenze nei sistemi di tracciabilità, nella frammentazione dei procedimenti relativi a reati farmaceutici e nelle opzioni insufficienti per le sanzioni accessorie.(SZ)

TAG: TRAFFICO ILLECITO DI FARMACI, MEDICRIME, FURTO DI FARMACI

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