Milleproroghe: detraibili solo spese tracciabili. Esonerati farmaci e medical device
Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio, sul decreto-legge Milleproroghe, hanno bocciato tutti gli emendamenti che riguardano la possibilità di continuare a detrarre le spese sanitarie sostenute dai cittadini pagate in contanti
Salvo sorprese, sembrano destinate a restare indetraibili dall'Irpef dell'anno prossimo le spese sanitarie sostenute dai cittadini presso il dentista o il medico privato e pagate in contanti, spese che potrebbero interessare anche servizi offerti dalla farmacia territoriale. Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio che si occupano dell'iter di conversione del decreto-legge Milleproroghe hanno bocciato tutti gli emendamenti che riguardano la possibilità di continuare a detrarre le spese in moneta "sonante" relative alle cure prestate da enti e professionisti sanitari privati.
Inammissibili gli emendamenti
Ieri è stato dichiarato inammissibile anche l'ultimo emendamento a firma del presidente Fofi Andrea Mandelli e di Raffaele Nevi (Forza Italia), che mirava a una proroga della possibilità di recuperare nella dichiarazione dei redditi il 19% almeno per le spese sanitarie dei primi 3 mesi di quest'anno. In precedenza, erano state bocciate altre proposte affini volte a modificare il dettato della nuova Finanziaria, a firma di Rossana Boldi (Lega) e degli stessi Nevi e Mandelli, che chiedevano dapprima l'abrogazione del comma 680 della legge e quindi la proroga di un anno del vecchio regime. Era stato portato anche l'argomento per cui le spese in contanti sono sempre tracciate e dichiarate online da tutti i professionisti sanitari con cadenza annuale al Sistema tessera sanitaria: niente da fare. Nei giorni scorsi si era sparsa la voce secondo cui lo stesso Governo fosse d'accordo nel far partire ad aprile e non a gennaio l'obbligo di tracciabilità delle spese sanitarie, ma il Consiglio dei ministri fin qui non ha presentato richieste. Anzi, per la cronaca, alla fine sul testo del Milleproroghe da girare all'aula della Camera sono stati approvati solo due emendamenti tesi a mantenere al lavoro i medici in corsia fino a 70 anni e ad assumere previo concorso medici - non altri professionisti -specializzandi al 3° anno di scuola universitaria.
Le spese sanitarie detraibili
Restano dunque in auge i commi 679 e 680 della Finanziaria secondo cui la detrazione delle spese sanitarie per il 2021 è limitata a chi da gennaio con i privati "puri" utilizzi mezzi di pagamento tracciabili come bonifici bancari e postali, carte di credito e di debito, assegni; alle spese sostenute per l'acquisto di medicinali e dispositivi medici (farmacie); e alle spese per prestazioni libero professionali rese in strutture pubbliche o private accreditate con il Servizio sanitario nazionale. Una volta in aula in seduta plenaria il testo del decreto-legge sarà blindato come è avvenuto gli altri anni ed è difficile prevedere modifiche. Il deputato Raffaele Nevi non esclude di presentare degli Ordini del giorno che impegnino il Governo in caso di bocciatura a trovare rimedi in grado di rendere comunque più graduabile l'avvio delle nuove disposizioni fiscali.
I quesiti dei farmacisti su servizi, bonus latte e veterinari
Restano intanto sul tappeto i quesiti di farmacisti e commercialisti, sostanziali, relativi all'applicazione delle nuove norme. Come ha ricordato una circolare di gennaio di Federfarma, nelle farmacie territoriali i cittadini -ai fini della detraibilità in sede di dichiarazione dei redditi 2021 - possono continuare a pagare in contanti le spese per i ticket, per i farmaci e per l'acquisto di dispositivi medici (lenti a contatto, occhiali, apparecchi acustici, cerotti, garze, siringhe, termometri, pannolini, misuratori di pressione, kit diagnostici). Non ci sono fin qui posizioni esplicite dell'Agenzia delle Entrate sui servizi sanitari effettuati in farmacia, come ad esempio il noleggio di strumentazione ma anche le spese del professionista che fa riferimento alla farmacia e per gli esami diagnostici ivi effettuati, l'orientamento è di suggerire agli utenti un pagamento con mezzi tracciabili ai fini della detrazione. Altro problema si pone per la detraibilità degli alimenti come i sostituti del latte materno (bonus latte) che ancora non si sa se saranno riconosciuti come detrazione o come buono spesa entro il tetto di 400 euro. Infine, si attende un chiarimento sui farmaci veterinari, dove il limite su cui calcolare la detrazione per gli animali da compagnia è stato alzato da 387,34 a 500 euro, per capire se siano equiparati a quelli per uso umano o serva sempre la tracciabilità; per Federfarma questi farmaci, siano essi dispensati nelle farmacie su ricetta o consegnati dal veterinario stesso sono "medicinali", e in Finanziaria non si fa alcuna distinzione tra medicine per uso umano o veterinario.
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A cura di Redazione Farmacista33
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