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10 Aprile 2020

Covid-19. Carenza farmaci in ospedali Ue: eccesso di scorte e freni commerciali le cause


Funzionari dell'Ue e rappresentanti dell'industria hanno dichiarato pochi giorni fa che gli ospedali europei si trovano ad affrontare importanti carenze di farmaci, per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 e le cause sono da ricercarsi nelle restrizioni commerciali, nei problemi logistici e nelle scorte eccessive che stanno facendo gli Stati membri.


I Paesi accumulano scorte di farmaci e Dpi

Nonostante le numerose richieste di solidarietà, molti dei 27 Paesi dell'Unione hanno fatto ricorso a misure protezionistiche durante l'epidemia di coronavirus, limitando le vendite e l'export di prodotti essenziali, come medicinali, mascherine per il viso e dispositivi medici. L'Ema ha dichiarato: «Alcuni Stati membri dell'Ue stanno iniziando a comunicare carenze di determinati medicinali usati per pazienti affetti da Covid-19. Molti altri, invece, si aspettano che tali carenze si verifichino molto presto». Le carenze riguardano principalmente i farmaci usati per i pazienti con le complicanze più gravi causate dalla nuova infezione da coronavirus, per esempio medicinali usati in unità di terapia intensiva come anestetici, antibiotici e miorilassanti che consentono ai pazienti di ricevere il giusto apporto respiratorio. La scorsa settimana un gruppo di grandi ospedali europei, tra cui il San Raffaele di Milano e il Vall d'Hebron di Barcellona, ​​hanno dichiarato che in poco tempo non sarebbero più stati in grado di curare i pazienti con Covid-19, a causa delle difficoltà globali di approvvigionamento dei farmaci. Funzionari di settore hanno dichiarato che all'inizio dell'epidemia si sono dovuti affrontare ritardi di consegna dei medicinali causati dall'interruzione dell'approvvigionamento in Cina e dai divieti commerciali in India. Ora, però, i principali ostacoli alle forniture sono dovuti agli stessi Stati dell'Ue. Adrian van den Hoven, direttore di Medicines for Europe, l'associazione europea dei produttori di farmaci generici e biosimilari, ha affermato che «i Paesi stanno accumulando molte scorte di farmaci e dispositivi medicali. Questo è certamente un approccio ragionevole, ma molte volte le scorte sono troppo grandi e questo potrebbe privare i Paesi che si trovano in difficoltà a causa della pandemia e che hanno bisogno di approvvigionamenti in tempi brevi», Kasper Ernest, segretario generale di Affordable Medicines Europe, associazione che rappresenta i grossisti farmaceutici, ha sottolineato come Austria e Portogallo siano tra gli stati Ue che stanno accumulando scorte maggiori.


Freni commerciali nella comunità europea

Molti Paesi hanno anche limitato l'esportazione di farmaci essenziali durante l'epidemia.Queste restrizioni stanno colpendo soprattutto i distributori. Un portavoce della Commissione europea ha dichiarato pochi giorni fa che la Commissione sta indagando sulla legalità delle misure adottate da Francia, Polonia, Ungheria, Romania e Slovacchia, aggiungendo che i problemi di approvvigionamento si applicano anche alle attrezzature e ai Dpi. La commissaria europea per la Salute, Stella Kyriakides, ha "twittato" pochi giorni fa: «In un periodo in cui ci concentriamo a salvare vite umane non è opportuno limitare le esportazioni di medicinali e attrezzature mediche essenziali, né di farli scadere piuttosto che condividerli».

Cristoforo Zervos

TAG: INDUSTRIA, FARMACIA OSPEDALIERA, CARENZA DI FARMACI, MASCHERINE

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