Speculazioni e carenze, Mirone (Federfarma servizi): stretta collaborazione con le istituzioni
Dispositivi di protezione individuale, bombole di ossigeno, saturimetri, farmaci, device di varia natura, sono numerose le categorie di prodotti "sotto pressione" in queste settimane di crisi da Covid-19. Con il rischio di speculazioni e carenze attraverso tutta la filiera.
«La situazione varia da zona a zona e da momento a momento», spiega Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, in una intervista a F-online. «Da parte nostra, stiamo lavorando al fianco delle autorità - ministero della Salute, Aifa - e, di recente, abbiamo avviato una collaborazione anche con il ministero dello Sviluppo economico, che ci ha chiesto un monitoraggio rispetto a fenomeni turbativi e speculativi».
Tra le difficoltà con cui confrontarsi quelle dovute alla necessità di assicurare la continuità terapeutica ai pazienti cronici. «Va rilevato», sottolinea Mirone, «che c'è sono una serie di provvedimenti regionali o locali che hanno autorizzato forniture in farmacia relative a presidi - per esempio per diabetici - anche per due o tre mesi, contro la durata di un mese di prima. Produttori, depositari, distributori hanno subito cercato di organizzarsi, ma è chiaro che il tempo di reazione non può essere tanto veloce quanto la crescita del fabbisogno. La conseguenza è che si alternano momenti in cui il prodotto è disponibile a momenti in cui è carente e questo varia, di volta in volta, anche in base al territorio».
Allo stesso tempo, l'aumento della domanda ha causato un'impennata dei prezzi e fenomeni di speculazione sui quali sta indagando la Guardia di Finanza. Ma che non riguardano le società che si riuniscono in Federfarma Servizi, tiene a sottolineare il presidente: «Da parte delle nostre associate c'è una selezione a priori di fornitori nella direzione di prodotti che siano certificati e sicuri ma anche di prezzi non eccessivi, anche per non alimentare canali speculativi. Il ministero dello Sviluppo economico ci ha chiesto una sorta di tracciatura di eventuali fenomeni speculativi da parte di alcuni soggetti su determinati prodotti, tra cui anche mascherine e gel disinfettanti. Stiamo raccogliendo segnalazioni per verificare se da parte dei produttori, da una parte, o di altri soggetti, dall'altra, ci siano aumenti esagerati del prezzo, riferendo al Ministero eventuali distorsioni». Rimane aperta, infatti, la questione dei Dpi, mascherine in testa, principale causa della estrema confusione generatasi nei primi giorni dell'emergenza, in particolare nelle farmacie, e non ancora spentasi, tra offerte commerciali clamorosamente fuori mercato e approvvigionamenti attraverso canali tutt'altro che affidabili.
«Va detto, però», conclude Mirone, «che i distributori tradizionali continuano a offrire alle farmacie garanzie sulla qualità dei prodotti scelti, ma anche sulle modalità di approvvigionamento, con una selezione, a priori, dei fornitori che esclude chi vende a prezzi fuori mercato. Rifornirsi dai canali tradizionali, piuttosto che, per esempio, dal web, rappresenta, in questo senso, una garanzia. In questo momento, quello che deve prevalere è un atteggiamento di buon senso e di responsabilità. Il ruolo di servizio pubblico che ci caratterizza è, oggi, ancora più indispensabile e le regole a cui attenersi non possono che essere quelle della professionalità e della tutela della salute pubblica e del servizio sanitario».
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A cura di Redazione Farmacista33
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