Covid-19 fase 2, Unaftisp: parafarmacie e farmacie ancora senza mascherine e altri prodotti
L'associazione dei farmacisti titolari di sola parafarmacia denuncia: "non abbiamo ancora contezza dei distributori, delle quantità di mascherine disponibili e delle modalità di approvvigionamento"
Siamo nella fase 2, è stato siglato un accordo sulle mascherine, "ma non abbiamo ancora contezza dei distributori, delle quantità disponibili e delle modalità di approvvigionamento", termoscanner e test rapidi "ordinati e mai consegnati", i guanti iniziano a scarseggiare. Questa è la situazione denunciata dall'Unaftisp, l'associazione dei farmacisti titolari di sola parafarmacia presieduta da Daniele Viti che ha chiesto ai propri iscritti "come vedono l'andamento nei prossimi giorni".
Ripartenza ancora poco organizzata
Unaftisp esprime grande preoccupazione per il "modo con cui si è intenzionati a ripartire con le attività". Nella nota si legge: "Purtroppo, il paese non è riuscito ad organizzare le proprie risorse per poter fornire i DPI necessari alla popolazione per proteggere sé stessi e gli altri, pur imponendone l'utilizzo. Già in Fase 1 parafarmacie e farmacie si sono trovate prive di mascherine. Hanno dovuto ricercare con molta fatica canali di approvvigionamento e sono riusciti a servire la popolazione come meglio hanno potuto. Ora, alla vigilia della fase due dove oltre alle mascherine servono altri strumenti, tutto è di nuovo bloccato presso le dogane e nei magazzini della protezione civile, e non si ha visibilità per poterli acquistare e distribuire".
Mascherine, termoscanner e test: i cittadini li chiedono e le aziende rischiano sanzioni
Questo il quadro segnalato dalla nota: MASCHERINE - seppur siglato l'accordo, solo in data 1° maggio 2020, non abbiamo ancora contezza dei distributori, delle quantità disponibili e delle modalità di approvvigionamento. Da lunedì 4 maggio (ma già da oggi) la popolazione richiederà questi presidi senza trovarli. Riteniamo che, data l'organizzazione attuale, prima dei primi di giugno non si riuscirà ad andare a regime, con un elevato rischio di aumento del contagio.
TERMOSCANNER - Siamo subissati dalle richieste da parte di aziende. Anche questo prodotto è introvabile, e sebbene ordinato da Parafarmacie e Farmacie ormai da settimane, le aziende ci comunicano che sono bloccati in dogana e che quindi non garantiscono nessuna consegna. Inoltre, le aziende stesse non ordineranno più questi dispositivi, in quanto il rischio di non poterli distribuire a causa delle confische è elevato e comprometterebbe la loro stabilità economica.
TEST RAPIDI - Anch'essi ordinati e mai consegnati. Segnaliamo che se parafarmacie e farmacie potessero ricevere questi test, sarebbe possibile in pochissimo tempo mappare i contagi anche di grandi città, in quanto: • Parafarmacie e Farmacie sono distribuite sul territorio in modo capillare e potrebbero contattare tutti i loro clienti in poco tempo; • Un kit rapido da affidabilità del 96% ha un costo di 35€ alla distribuzione e contiene 25 strisce (25 test per 25 persone). Il test potrebbe essere fatto anche in parafarmacia e in farmacia (la macchina che legge i test ha un costo accettabile) oppure presso il domicilio dei clienti; • I risultati potrebbero anche essere facilmente trasmessi alle istituzioni, che avrebbero finalmente dati affidabili ed aggregabili in poco tempo.
GUANTI - Anche i guanti cominciano a scarseggiare aumentando i rischi. A quanto sopra si aggiunge inoltre il rischio che esercizi commerciali e imprese trovate sprovviste dei Dpi potrebbero incorrere in sanzioni in quanto non rispetteranno, non per loro volontà, le indicazioni del Dpcm.
Intervento tempestivo per far arrivare i Dpi alla distribuzione
"Consigliamo un tempestivo, concreto e veloce intervento del Ministero della Salute e del Presidente del consiglio, perché i Dpi arrivino alla distribuzione nel giro di pochi giorni. In difetto ci permettiamo esprimere la nostra preoccupazione, rispetto ad un innalzamento repentino della curva epidemiologica già a partire dal 15 maggio prossimo. L'assenza di tamponi eseguiti nella fase 1 e l'assenza di tracciamento dei parenti e conviventi di pazienti positivi porterà per le strade delle nostre città moltissimi casi positivi asintomatici, che inevitabilmente verranno a contatto con soggetti sani, senza un adeguato corredo di dispositivi di protezione individuale".
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A cura di Redazione Farmacista33
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