Covid-19, European center for disease prevention and control: il virus muta ma non in modo significativo
«Questo virus muta, ma al momento non sembra che queste variazioni abbiano un impatto sulle sue caratteristiche principali, il che ci fa pensare che la gravità o la trasmissibilità della malattia non siano peggiorate». Così ha dichiarato Piotr Kramarz, vice Chief Scientist presso l'European center for disease prevention and control (Ecdc). «Le mutazioni sono state osservate, ma non modificano le caratteristiche del virus in modo sostanziale» e, in ogni caso, le variazioni vengono costantemente monitorate. Kramarz ha inoltre affermato che la maggior parte delle persone infette reagisce producendo anticorpi contro il virus, ma che non è ancora chiaro per quanto tempo questi potranno essere efficaci nell'organismo per prevenire l'infezione da Covid-19. Molti Paesi in tutta Europa stanno attualmente affrontando, con livelli di gravità diversa, una seconda ondata di pandemia, e quelli che hanno segnalato la maggior parte dei casi sono Spagna (386.054), Regno Unito (324.601), Italia (258.136) e Francia (238.002). Secondo il funzionario dell'Ecdc, ci sono Paesi che non sono ancora usciti dalla prima ondata, alcuni che hanno visto un calo significativo dei casi mentre altri che stanno oggi vivendo una recrudescenza dell'infezione. Kramarz ha anche evidenziato che il ritorno del Covid-19 in alcuni Paesi non è dipeso dal turismo o dal movimento delle persone, ma che la maggior parte dei casi si è verificata a livello nazionale e nelle comunità. «A giugno e luglio le persone hanno erroneamente percepito dei rischi minori rispetto all'infezione in corso e si sono rilassate, modificando i comportamenti virtuosi». Kramarz ha però detto di opporsi fermamente a un altro lockdown totale che potrebbe avere un impatto economico e sociale negativo, sostenendo che invece si potrebbe agire in maniera più mirata nei club, nei pub e nelle palestre. Kramarz ha inoltre dichiarato che la situazione sugli sviluppi dei vaccini è positiva e «tuttavia non abbiamo ancora visto i risultati finali, quindi non possiamo aspettarci che una cura sarà disponibile nei prossimi mesi». La Commissione europea ha già raggiunto accordi con quattro aziende farmaceutiche per acquistare un potenziale vaccino contro Covid-19. L'esecutivo dell'Ue spera che la cura possa essere pronta entro la fine del 2020 o all'inizio del prossimo anno. Tuttavia, la Commissione ha chiarito che non è stata comunicata alcuna data di consegna agli Stati membri, considerando che le fasi di test sono ancora in corso. Kramarz ha concluso che appena il vaccino sarà disponibile l'Ue andrà a monitorarne l'efficacia e la sicurezza nella salvaguardia di tutti i cittadini europei. Cristoforo Zervos
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A cura di Redazione Farmacista33
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