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17 Settembre 2020

Giornata sicurezza cure, Fofi: farmacisti in prima linea. Indispensabili formazione, digitalizzazione e farmacovigilanza


Il miglioramento delle terapie deve essere accompagnato da una maggiore attenzione alla sicurezza e alla prevenzione dell'errore. Il messaggio della Fofi in occasione della Giornata nazionale per la sicurezza delle Cure

Il miglioramento delle terapie farmacologiche deve essere accompagnato da una sempre maggiore attenzione alla sicurezza delle cure, alla prevenzione dell'errore da parte del professionista e del paziente stesso, aspetti che chiamano direttamente in causa il farmacista, tanto nell'ospedale quanto sul territorio e chi richiedono formazione, digitalizzazione e farmacovigilanza. È questo il messaggio lanciato dal presidente della Fofi, Andrea Mandelli, intervenuto alla Conferenza organizzata dal Ministero della Salute per celebrare la II Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita. Giornata promossa dal Ministero, dalla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dall'Istituto superiore di sanità (Iss), dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

Farmacista ultimo contatto diretto prima dell'inizio della terapia

La ricorrenza, secondo Mandelli, «ha il merito importantissimo di ricordare che il miglioramento delle terapie, in particolare quelle farmacologiche oggi in una fase di grandi innovazioni, deve necessariamente essere accompagnato da una sempre maggiore attenzione alla sicurezza delle cure, alla prevenzione dell'errore da parte del professionista ma anche da parte del paziente stesso. Questo chiama direttamente in causa la nostra professione, tanto nell'ospedale, per il contributo del farmacista alla riduzione degli errori, quanto sul territorio, dove il farmacista è l'ultimo professionista con il quale il cittadino ha un contatto diretto prima di cominciare ad assumere il farmaco prescritto». Mandelli ha ricordato che l'aumento della cronicità e delle politerapie, ma anche la presenza sempre più frequente della figura del caregiver, richiede un'ulteriore opera di educazione terapeutica per migliorare la conoscenza del farmaco e, quindi, il suo corretto impiego e sottolineato come, l'aver precluso la distribuzione sul territorio dei farmaci più innovativi, abbia ostacolato nella fase del lockdown l'accesso ai medicinali da parte dei pazienti, per la difficoltà a recarsi negli ospedali e nelle strutture del Ssn e anche questo è un fattore da considerare ai fini della sicurezza delle cure.

Le chiavi per la sicurezza: formazione, digitalizzazione e farmacovigilanza

«Per promuovere la sicurezza, dal punto di vista degli specialisti del farmaco - ha precisato - oggi sono prioritari tre aspetti. Il primo è ovviamente la formazione dei professionisti sia sulle tematiche della prevenzione dell'errore sia sulle caratteristiche dei nuovi trattamenti, che deve essere diffusa nell'ospedale e nel territorio; la digitalizzazione completa dei dati del paziente attraverso il Fascicolo sanitario elettronico e il Dossier farmaceutico, aggiornato dal farmacista, che traccia tutti i medicinali assunti, così da prevenire, per esempio, interazioni e doppie prescrizioni; infine, ma non per importanza, dobbiamo aumentare l'attività di farmacovigilanza, puntando l'attenzione anche sugli eventuali effetti indesiderati di fitoterapici e integratori, il cui impiego è ormai diffusissimo anche senza l'indicazione del medico o il consiglio del farmacista. La Federazione degli Ordini è in prima linea anche su questo fronte» ha concluso Mandelli «come i 6.000 farmacisti delle strutture del Ssn e i 60.000 che operano sul territorio, che nella fase critica della pandemia sono stati i professionisti della salute sempre accessibili ai cittadini».

Sicurezza di chi viene curato e di chi cura

Ed è proprio sulla formazione che verte il messaggio del ministro della Salute, Roberto Speranza: «Garantire la sicurezza di chi viene curato, e di chi cura, è una priorità a cui lavoriamo tutti i giorni investendo sulla ricerca e sulla formazione per rafforzare il nostro Servizio sanitario nazionale e tutelare al meglio la salute di tutti i cittadini. Dobbiamo fare sempre di più e sempre meglio. Anche per questo oggi si celebra la Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita. È un importante momento di studio e confronto tra istituzioni, enti locali e rappresentanti del mondo scientifico e delle professioni. Questa sera verranno illuminati di arancione numerosi monumenti in tutta Italia».
Presenti, alla Conferenza, tra gli altri, anche l'Ordine dei medici il cui presidente Filippo Anelli ha sottolineato che «la sicurezza delle cure non può prescindere dalla sicurezza degli operatori, che è un diritto dei lavoratori ed è presupposto essenziale di un altro diritto alla tutela della salute». E ha ricordato che «la pandemia di Covid-19, in Italia, ha visto 31.515 operatori sanitari contagiarsi, e ha visto morire 176 medici e odontoiatri, 40 infermieri - dei quali quattro suicidi - 16 farmacisti, 2 ostetriche».  

TAG: FARMACISTI, SICUREZZA, ORGANIZZAZIONE DELLA SICUREZZA, FEDERAZIONE DEGLI ORDINI DEI FARMACISTI - FOFI, SICUREZZA DEI FARMACI

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