Continuità assistenziale, Sifo: auspicata collaborazione tra farmacisti ospedalieri e territoriali
di Lorenzo Breschi
La collaborazione tra il farmacista ospedaliero e quello territoriale è centrale per garantire la continuità terapeutica. Questo il messaggio della Società italiana di farmacia ospedaliera al convegno FarmacistaPiù
Garantire la continuità terapeutica è essenziale per l'efficacia delle terapie e necessita di percorsi strutturati. Da qui l'esigenza di una collaborazione tra farmacista ospedaliero e farmacista territoriale. Questo, in sintesi, il messaggio emerso dal simposio Continuità dell'assistenza farmaceutica nei passaggi di setting assistenziale tenutosi nell'ambito del convegno FarmacistaPiù. «L'emergenza sanitaria ha aperto nuovi orizzonti professionali, che hanno portato il farmacista ospedaliero e i servizi farmaceutici territoriali ad assumere un ruolo in vari ambiti: decisioni strategiche, unità di crisi trials clinici» sottolinea Arturo Cavaliere, presidente Sifo. La cura della malattia è entrata nella sfera di interesse del farmacista che diventa interlocutore del medico; il percorso evolutivo ha portato a fari sì che il focus della professione sia anche l'intervento terapeutico e farmacologico, finalizzato alla risoluzione della patologia e al miglioramento della qualità della vita dei pazienti.
Dispensazione non è solo consegna del medicinale
«Il farmacista ospedaliero fornisce un importante contributo per monitorare l'equilibrio tra risorse e disponibilità delle cure ma anche per garantire qualità e sicurezza adeguate» afferma Emanuela Omodeo Salè, direttrice della Farmacia ospedaliera presso Ieo-Milano e membro del Consiglio direttivo Sifo, che precisa come un focus sulla farmacia ospedaliera nella gestone del paziente oncologico, e in particolare delle terapie orali, abbia evidenziato come i compiti del farmacista ospedaliero siano cruciali per la riuscita delle terapie. Il controllo e il counselling, sia durante il primo accesso che nel periodo di follow-up, in merito alle terapie orali possono prevenire molte problematiche come interazioni e tossicità, e favorire l'aderenza. È infatti provato che una aderenza terapeutica inferiore al 90% può influenzare significativamente la risposta molecolare delle terapie onco-ematologiche, ed essere quindi causa di riduzione dell'efficacia, oltre che di sprechi di risorse. «Il farmacista ospedaliero può intercettare errori di prescrizione e di posologia, inoltre ha il compito di formare il paziente in merito all'assunzione e conservazione del farmaco, ai suoi effetti collaterali e in generale sulla gestione della terapia orale, solo apparentemente semplice». Insieme i farmacisti ospedalieri e di comunità possono contribuire a diffondere la cultura della farmacovigilanza e la segnalazione di reazioni avverse, viene ancora sottolineato. Anche la ricognizione e riconciliazione farmacologia rientrano tra i compiti del farmacista ospedaliero. La sinergia con il farmacista di comunità potrebbe permettere di identificare i percorsi di trattamento più adatti alle esigenze del paziente, perché "dispensazione non è solo consegna del medicinale. Sono auspicabili occasioni di incontro che potrebbero favorire una trasmissione delle conoscenze ai farmacisti di comunità. Inoltre, poiché «il modello futuro sarà probabilmente basato su un sistema eterogeneo di distribuzione diretta tramite le farmacie di comunità e home delivery, sarà fondamentale definire degli standard condivisi ed omogenei di qualità». In questo quadro articolato non è mancato un riferimento alla formazione che «potrà supportare il nuovo futuro professionale con l'implementazione di attività formative specialistiche e strumenti in grado di sviluppare le capacità di interazione e che permetta al farmacista ospedaliero e territoriale di entrare in processi decisionali di intervento terapeutico e di supporto nella continuità assistenziale. A questo scopo è necessaria la revisione dei piani di studio e la differenziazione dei percorsi accademici per le lauree in Farmacia e Ctf, e l'istituzione di tutors"» ha concluso Nicola Realdon, presidente della Conferenza nazionale dei Direttori delle Scuole di specializzazione in Farmacia ospedaliera.
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A cura di Redazione Farmacista33
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