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Farmacisti

24 Novembre 2020

Covid, Mnlf: da tamponi a farmacia dei servizi, serve cabina di regia con tutte le componenti della categoria

di Simona Chirico


La proposta del Mnlf: serve una cabina di regia con tutte le componenti della categoria, nessuna esclusa, per elaborare protocolli comuni da seguire dai tamponi alla farmacia dei servizi

Una cabina di regia con tutte le componenti della categoria, nessuna esclusa, per affrontare la pandemia Covid con un piano d'azione comune, con protocolli da seguire dai tamponi alla farmacia dei servizi. Questa la proposta emersa dal convegno organizzato dal Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) "Professione farmacista: un nuovo Rinascimento è necessario", svoltasi nell'ambito di FarmacistaPiù 2020.

Serve un piano per tutta la professione: un piano d'azione comune

«Il nostro obiettivo - ha esordito Vincenzo Devito, presidente del Movimento - è restituire dignità alla nostra professione attraverso la riappropriazione del nostro bagaglio culturale che nel corso dei decenni si è dissolto sotto il peso congiunto del mercantilismo spietato e della burocratizzazione selvaggia. Noi parliamo di libertà di esercizio professionale, ma il soggetto della nostra richiesta è uno ed uno solo: il farmacista». Il pensiero per i colleghi scomparsi ha aperto l'intervento di Fabio Romiti, vicepresidente del Mnfl, che ricordando le incertezze manifestate nella prima fase della pandemia, ha lanciato la proposta di una cabina di regia che affronti situazioni come quella che stiamo vivendo. «Si studi un piano che riguardi questa professione, un piano d'azione comune, con protocolli da seguire e da aggiornare e s'istituisca una cabina di regia che eviti in queste situazioni le troppe voci discordanti. Una cabina di regia priva di autoreferenzialità, che entri in azione per coordinare e dare indicazioni certe ai colleghi, dimodoché il fai da te e la solitudine siano banditi. Comportamenti, azioni e interazioni dovranno essere codificati in anticipo. Una cabina di regia dove ci siano tutti gli attori, non solo quelli che credono, sbagliando, di rappresentare tutti. Tutte le componenti della categoria, nessuna esclusa sono importanti quando i comportamenti decidono del destino di una comunità».
Mnlf ricorda che "quando il Governo ha dichiarato servizi essenziali parafarmacie e farmacie e le ha tenute aperte sia nella prima che nella seconda fase della pandemia, non lo ha fatto per fare un favore alle farmacie o alle parafarmacie in quanto tali, lo ha fatto perché lì opera un farmacista, è lui che voleva sul campo". «Sì ai tamponi - ha proseguito Romiti - perché se questa categoria ambisce ad avere un reale ruolo sanitario, bisogna che quel ruolo sia disposto a svolgerlo anche quando non è facile. Ma, allo stesso tempo, serve più approfondimento, più' analisi su come ridurre al minimo il rischio. La farmacia dei servizi, che noi moduliamo come il farmacista disposto ad offrire servizi sanitari, può essere una risposta, a patto che al centro ci sia sempre e solo il professionista. Perché solo la presenza del farmacista, indipendentemente da dove egli opera, fa e farà sempre la differenza. Toglietelo o depotenziate le sue capacità e Amazon o altri, faranno di noi un sol boccone. Possiamo giocare tutti insieme - ha concluso Romiti - un ruolo in questa società, a patto che lo giochiamo insieme come componenti di una stessa squadra, ruoli diversi certo, ma nella stessa squadra, ove ognuno rispetta la dignità dell'altro. Chi vuole cancellare la dignità altrui in realtà è perché vuole cancellare la sua identità. Questo noi non lo permetteremo mai, perché il rispetto della dignità non è negoziabile».

Il contributo delle parafarmacie

All'incontro ha partecipato Ambrogio Sartirano in rappresentanza delle parafarmacie è intervenuto dal Piemonte, che ha rivendicato il ruolo svolto dalle parafarmacie durante la pandemia: «I colleghi, al pari di coloro che lavorano in farmacia, durante questa crisi pandemica si sono esposti parecchio e hanno messo a disposizione dei cittadini tutta la loro preparazione. A fronte di questo coraggio ed abnegazioni le parafarmacie non hanno mai chiesto nulla a nessuno, abbiamo chiesto solo di poter fare la nostra parte, ma sesso e volentieri ci siamo imbattuti nei veti incrociati, veti incomprensibili vista la grave situazione. Tuttavia, siamo riusciti ad ottenere in Piemonte il riconoscimento dalle Autorità regionali e saremo tra le strutture che potranno eseguire i test rapidi per il Covid-19. Vogliamo poter dar il nostro contributo, porre ostacoli a questo è profondamente sbagliato».

TAG: FARMACISTI, MOVIMENTO NAZIONALE LIBERI FARMACISTI (MNLF), FARMACISTA, COVID-19

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