Vaccino Covid, Piemonte verso somministrazione di massa. Arruolati farmacisti, Mmg ed Esercito
Con l'inoculazione dell'80% delle dosi di vaccino anti-Covid, il Piemonte raggiunge l'obiettivo concordato e procede con il piano vaccinazione coinvolgendo farmacisti, medici di base e Esercito
Con l'inoculazione dell'80% delle dosi di vaccino anti-Covid, consegnate con la prima e la seconda fornitura, il Piemonte raggiunge l'obiettivo concordato con il commissario Arcuri, e procede con il suo piano vaccinazione, coinvolgendo farmacisti, medici di base e anche l'Esercito. La fase uno, dice la Regione, è stata "un ottimo banco di prova per pianificare la Fase due su cui stiamo già lavorando e che coinvolgerà direttamente i nostri anziani, le fasce fragili, il personale scolastico e le forze dell'ordine".
Mmg e farmacisti asse portante del piano
Ieri, riporta il quotidiano La Stampa, ci sono stati i "primi confronti con i medici di base e i farmacisti, gli assi portanti di un piano che dovrà tradursi in protocolli operativi". La prospettiva è una partenza a febbraio per vaccinare in 6 mesi un milione e mezzo di cittadini sopra i 60 anni con priorità ai più anziani. Per farlo la Regione intende coinvolgere anche l'Esercito, forte di medici formati e di capacità logistica. Asse portante del nuovo piano i 3 mila medici di famiglia e la rete delle 1.600 farmacie piemontesi. I medici di base hanno assicurato la disponibilità a somministrare i vaccini anti-Covid condizionata al tipo di vaccino da somministrare: "troppo complesso da preparare, e da maneggiare, quelli di Pfizer e di Moderna, quindi guardano a quello di AstraZeneca, che però attende ancora l'approvazione". Stessa posizione espressa dai farmacisti, che a loro volta dispongono dei locali con la promessa della Regione di fornire loro il personale sanitario necessario, specializzandi/infermieri, con funzione di somministrazione e supervisione. «I farmacisti soddisferanno il 20% delle richieste», precisa Massimo Mana, Federfarma Piemonte. Sono stati esclusi dal piano vaccinale gli hotspot territoriali, deputati all'esecuzione dei tamponi mentre per la vaccinazione diffusa è stato individuato l'ospedale da campo al Valentino, per ora senza ricoverati, a meno di una terza ondata dell'epidemia. Un altro nodo da sciogliere è la modalità di convocazione dei piemontesi, tra le ipotesi la chiamata da parte dei medici di famiglia e dei farmacisti, ma in Regione si valuta anche un'App per prenotarsi direttamente.
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A cura di Redazione Farmacista33
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