Antidepressivi galenici per dimagrire. Rinvio a giudizio per i medici, prosciolti i farmacisti
Rinvio a giudizio in Umbria per sette medici per aver prescritto antidepressivi come cura dimagrante, mentre sono stati prosciolti i quattro farmacisti coinvolti
Rinvio a giudizio in Umbria per sette medici per aver prescritto antidepressivi come cura dimagrante, mentre sono stati prosciolti i quattro farmacisti coinvolti per aver venduto farmaci galenici allestiti dietro e secondo una prescrizione medica. Lo riporta la stampa locale da cui si apprende che il processo si aprirà nel settembre del 2022 dopo diverse udienze.
Inquirenti: doppia prescrizione per bypassare divieti
L'indagine è stata aperta nel 2015 dal Nucleo antisofisticazione dei Carabinieri coordinati negli accertamenti del pm Manuela Comodi che ha accusato "medici di medicina generale e specialisti in endocrinologia, residenti in varie parti d'Italia, di falso e violenza privata in relazione alla legge Di Bella e a due decreti ministeriali del 2015 per aver redatto ai loro pazienti «prescrizioni galeniche riportanti la falsa indicazione terapeutica della cura dello stato depressivo» anziché la «reale finalità della cura dimagrante», senza che i destinatari avessero sottoscritto alcun consenso né fossero consapevoli del fatto che «l'uso delle sostanze antidepressive fossero vietate per la cura dimagrante». Le ricette, secondo quanto ha evidenziato l'accusa, riportavano "la falsa indicazione terapeutica della cura dello stato depressivo in luogo della reale finalità della cura dimagrante". Secondo gli inquirenti, nella maggior parte dei casi "i pazienti avrebbero ricevuto una doppia prescrizione - la prima con l'indicazione delle sostanze fitoterapiche, l'altra con quelle antidepressive - bypassando in questo modo i decreti ministeriali che ne vietano l'uso per la cura dimagrante. I carabinieri hanno inoltre riscontrato che le medesime prescrizioni comprendevano «sostanze autorizzate per la cura della depressione combinate con altre fitoterapiche, potenzialmente tossiche, destinate alla cura dimagrante».
Farmacisti prosciolti
Prosciolti, invece, i quattro farmacisti finiti nell'inchiesta. Secondo il legale di uno dei professionisti "l'esito dell'udienza preliminare che ha confermato l'assoluta correttezza della condotta della propria assistita la quale si è limitata, conformemente alla normativa, a rilasciare i preparati galenici indicati in ricette nelle quali erano riportate prescrizioni terapeutiche assolutamente lecite. Il farmacista, d'altronde, come previsto dal regolamento per il Servizio farmaceutico, non può rifiutarsi di vendere farmaci nel caso in cui vi sia un'idonea ricetta del medico". Nel processo sono state individuate più di 30 parti offese tra i pazienti. L'inchiesta era arrivata in udienza preliminare nel 2018 e dopo ulteriori 9 udienze, il Gip ha disposto il rinvio a giudizio per i sette medici sotto indagine.
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A cura di Redazione Farmacista33
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