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06 Aprile 2021

Truffa Ssn, Nas: false ricette per rimborso indebito di 800 mila euro


Falso e truffa aggravata sono le accuse dei Nas contro una titolare di farmacia della provincia di Bergamo che falsificava ricette mediche da oltre un anno

Falso e truffa aggravata sono le accuse dei Nas contro una titolare di farmacia della provincia di Bergamo che da oltre un anno falsificava ricette mediche per farmaci destinati esclusivamente a trapiantati di fegato, con spesa a carico del Servizio sanitario nazionale con cui aveva ottenuto "un indebito rimborso per una cifra stimata, al momento, in oltre 800mila euro". Questi i reati contestati dai Carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Brescia che hanno proceduto all'arresto di una farmacista in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare che il Tribunale di Bergamo.

Inchiesta FarmacoMAT: aggiunte confezioni di farmaci alle ricette

A dare il via all'inchiesta, spiega una nota dei Nas, "battezzata FarmacoMAT per l'assonanza che tale nome assume con il prelevamento di danaro attraverso la vendita di medicinali, è stata la sospetta impennata delle vendite, da parte della farmacia del piccolo paese della bergamasca, di un peculiare tipo di farmaco (un'immunoglobulina umana usata negli adulti sottoposti a trapianto di fegato a causa di un'infezione da epatite B per scongiurare una recidiva), distribuito al prezzo di 1.840 euro". I militari spiegano di essersi avvalsi della collaborazione del Servizio farmaceutico territoriale dell'Agenzia di Tutela della salute di Bergamo, e in otto mesi sono risaliti alla farmacia che aveva venduto un numero di confezioni di quel farmaco ben tre volte superiore a quello di tutte le altre farmacie della provincia e con un aumento esponenziale del fatturato dell'esercizio. L'analisi delle relative ricette mediche ha poi posto in evidenza le manifeste alterazioni di prescrizioni, in aggiunta a quelle originariamente presenti sul documento, fino a 5 confezioni del farmaco. Un'ispezione della farmacia, condotta dagli investigatori verso la metà del mese di marzo, ha portato al rinvenimento di 272 confezioni di medicinali ad alto costo per un valore complessivo di 217mila euro, tutte risultate prive dei "bollini di tracciabilità" e sequestrate, ma non più utilizzabili perché non conservate a "temperatura controllata" (una parte delle confezioni è stata ritrovata tra i rifiuti). I militari hanno anche sequestrato numerose ricette contraffatte, relative al primo trimestre dell'anno in corso, di cui la farmacista si era avvalsa per ottenere rimborsi di decine di migliaia di euro. Il Tribunale di Bergamo ha disposto "la misura cautelare degli arresti domiciliari nonché il sequestro delle disponibilità finanziarie e di beni dell'indagata per importi pari a quello del cospicuo vantaggio economico derivato dal contestatole reato di truffa in danno dell'Ente pubblico".
Sulla vicenda è intervenuta la Federfarma di Bergamo con una nota in cui il presidente Gianni Petrosillo: "Da organi di stampa, siamo venuti a conoscenza della vicenda che ha visto coinvolta la farmacia di Vilminore. Federfarma Bergamo precisa che gli addebiti, che dovranno comunque passare il vaglio giudiziale, non incrinano il rapporto di fiducia che intercorre tra le farmacie, il servizio sanitario nazionale e, in ultima analisi, il cittadino. Rapporto che trova conferme non solo a livello regionale, con la prevista possibilità per le farmacie di eseguire i tamponi antigenici, ma anche a livello nazionale con i recenti provvedimenti del Governo Draghi, che affidano nuovi ruoli sanitari alle farmacie identificandole come parte necessaria per garantire una forte risposta di prossimità del Ssn ai problemi sanitari emergenti".

TAG: NUCLEO ANTI-SOFISTICAZIONI (NAS), RICETTE FALSE, FARMACISTA

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