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06 Maggio 2021

Iva assorbenti femminili. Farmacie comunali di Ravenna abbassano aliquota: sono beni di prima necessità


Dopo le farmacie comunali di Firenze, e alcune in provincia di Milano, ora anche quelle di Ravenna non faranno pagare l'Iva sugli assorbenti femminili

Dopo le farmacie comunali di Firenze, e alcune in provincia di Milano, ora anche quelle di Ravenna non faranno pagare l'Iva sugli assorbenti femminili, che è pari al 22%, lanciando la campagna di sensibilizzazione "Il ciclo non è un lusso". L'iniziativa, molto discussa, lanciata ad aprile, prende origine dal fatto che in Italia i prodotti igienico sanitari femminili essenziali sono sottoposti all'Iva del 22%, cioè l'aliquota massima prevista dal sistema fiscale, utilizzata anche per i beni di lusso. Questi prodotti, spiegano le farmacie che hanno proposto l'iniziativa, sono in realtà beni di prima necessità e come tali sarebbe più opportuno ricadessero all'interno dell'aliquota iva al 4%, destinata alle vendite di generi di prima necessità.


Comunali Ravenna: Iva al 4%

A Ravenna, quindi, su impulso dei comuni Soci dell'Azienda, da lunedì 10 maggio prenderà il via la campagna con l'obiettivo di mettere in campo azioni concrete per ridurre il costo economico degli assorbenti femminili abbattendo l'aliquota Iva. Per questo l'Azienda applicherà sugli assorbenti venduti nelle Farmacie comunali uno sconto significativo, di fatto riducendo l'impatto dell'Iva fino al livello proposto dai Comuni promotori dell'iniziativa, pari al 4%. «Altri Comuni italiani hanno lanciato questa iniziativa per sensibilizzare il Governo su un tema che incide in maniera significativa sulle tasche delle donne italiane - sottolinea Bruna Baldassarri, presidente di Ravenna Farmacie. - Con questa campagna cerchiamo di sollecitare l'intera Provincia di Ravenna, confidando che un analogo provvedimento sia preso anche a livelli istituzionali più alti». Iniziativa apprezzata dal sindaco Michele de Pascale: «Grazie a Ravenna Farmacie ci facciamo promotori di una campagna di sensibilizzazione per abbattere la tampon tax dando per primi il buon esempio e augurandoci che il Governo adotti presto il provvedimento a livello nazionale. Ridurre o eliminare la tassazione sugli assorbenti è una scelta di equità sociale ed economica, poiché il ciclo mestruale non è un lusso, ma una condizione fisiologica. Complimenti a Ravenna Farmacie società che gestisce le farmacie comunali del nostro territorio per questa importantissima iniziativa».


Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia: il ciclo non è un lusso

Ad aprile la Toscana si era impegnata su questo fronte e diversi Comuni avevano deciso di detassare il prodotto all'interno delle farmacie: ad esempio Pontassieve, San Miniato, Fucecchio, Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val D'Arno e Santa Croce sull'Arno. E poi si sono aggiunte le Comunali di Firenze. Ma il provvedimento è stato ampiamento condiviso anche in altre Regioni: in Emilia-Romagna, per esempio, stessa delibera è stata adottata in città come Carpi e Sassuolo.

Anche in tre farmacie comunali di Rho, nel Milanese, è stata lanciata un'analoga iniziativa «Abbiamo preso spunto dalla petizione, arrivata a 600 mila firme, "Stop tampon tax: il ciclo non è un lusso", lanciata dall'associazione milanese Onde Rosa: così siamo riusciti anche noi a offrire un contributo concreto - racconta la consigliera Yasmine Bale. - Da Rho abbiamo voluto lanciare un messaggio politico importante, pur non risolutivo. In attesa che l'Iva venga ridotta, ma questo avverrà quando i prodotti igienici femminili saranno considerati per quello che sono, ovvero beni essenziali la cui spesa inevitabile grava ingiustamente sulle donne».

TAG: ASSORBENTI IGIENICI, FARMACIE COMUNALI, IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (IVA)

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