Vaccini in farmacie dell’Umbria: approvato accordo con Regione. Cossolo: situazione a macchia di leopardo
In Umbria siglato l'accordo per la somministrazione dei vaccini anti-Covid in farmacia. Cossolo (Federfarma): si procede a macchia di leopardo
Con l'accordo tra Regione e associazioni delle farmacie pubbliche e private convenzionate approvato dalla Giunta dell'Umbria si amplia il territorio in cui le farmacie si preparano a somministrare i vaccini anti-Covid. Come sottolineato da Marco Cossolo, presidente nazionale di Federfarma, in un'intervista sulla stampa nazionale, a giugno si vaccinerà in farmacia «in molte Regioni italiane. Sicuramente in Piemonte, ma si sta lavorando anche in Emilia-Romagna, e in Veneto è stato fatto l'accordo». Si è aggiunto il Lazio, come annunciato ieri dalle rappresentanze regionali, in una «situazione a macchia di leopardo per l'autonomia regionale».
Umbria, farmacie operative in base a disponibilità di dosi
In Umbria, l'accordo diventerà operativo in base all'approvvigionamento e alla disponibilità delle dosi, spiega la Regione. «Dall'inizio dell'emergenza sanitaria, le farmacie hanno svolto un ruolo importante. Ora, con l'avvio delle vaccinazioni ai cittadini assumerà una valenza altissima, visto che contribuiranno, attraverso l'immunizzazione, a mettere in sicurezza la comunità umbra - ha sottolineato l'assessore regionale alla Salute, Luca Coletto -. La diffusione capillare delle farmacie sul territorio regionale - ha aggiunto - rappresenta un'opportunità per raggiungere i cittadini. L'emergenza sanitaria ha reso indispensabile e urgente la necessità di rafforzare la resilienza, la prossimità e la tempestività di risposta del sistema sanitario prevedendo l'implementazione delle attività assicurate dalla rete territoriale delle farmacie. In emergenza - ha concluso l'assessore - bisogna raccogliere tutte le opportunità e ringraziamo i farmacisti che, insieme ai medici di medicina, si adopereranno per permettere a tutti noi di lasciarci al più presto alle spalle l'emergenza sanitaria». «Abbiamo da subito accolto positivamente questa possibilità - sottolineano i presidenti di Federfarma Umbria, Perugia e Terni, Augusto Luciani, Silvia Pagliacci e Maurizio Bettelli -. Già con gli accordi per i test sierologici e quelli antigenici rapidi, entrambi gratuiti per la popolazione scolastica - hanno aggiunto -, le farmacie hanno svolto un ruolo importante di contrasto alla pandemia e adesso sono pronte a mettersi nuovamente a disposizione».
Cossolo: situazione disomogenea per l'autonomia regionale
Secondo Cossolo, le farmacie saranno «in grado di fare oltre 200mila dosi al giorno, ma situazione a macchia di leopardo per autonomia regionale». E spiega: «È la solita storia: si procede a macchia di leopardo, per via dell'autonomia regionale che non facilità l'omogeneità, come sappiamo. Ma credo che giugno segnerà la partenza della vaccinazione in farmacia in molte aree del Paese». Il numero di farmacie che hanno aderito è «ancora in aumento e grazie al quale saremo in grado di somministrare oltre 200mila vaccini al giorno, semplicemente con 20 dosi quotidiane in ogni esercizio, che possono essere fatte con molta tranquillità. In tutto il Paese si sta lavorando per la vaccinazione in farmacia. Molte Regioni sono già in fase avanzata, come succede per tutte le attività sanitarie. Altre arriveranno dopo. Come sempre. Finché non si risolve il problema dell'eccessiva frammentazione del Servizio sanitario nazionale sarà così».
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A cura di Redazione Farmacista33
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