Ecm farmacisti verso sinergie europee: formazione comunitaria e riconoscimento crediti
Nel 2020 il fabbisogno informativo e formativo del farmacista è aumentato a causa dei continui aggiornamenti e nuovi protocolli. Il punto con gli esperti nel webinar Edra
Nel 2020 il fabbisogno informativo e formativo del farmacista è aumentato notevolmente a causa di continui bollettini, aggiornamenti e nuovi protocolli dettati durante l'emergenza pandemica da Covid-19. Un cambiamento che ha visto anche nuovi ruoli per la farmacia, il cui riconoscimento è arrivato «dalle istituzioni, dal Capo dello stato al Santo Padre, ma soprattutto dai nostri pazienti, perché la farmacia è stata in grado di dare risposte concrete, efficaci ed efficienti» ha affermato Roberto Tobia, segretario di Federfarma nazionale, in occasione del webinar Edra dal titolo "L'aggiornamento del farmacista durante la pandemia". Ospiti dell'incontro anche Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò, Carolina Carosio, presidente Fenagifar, Anna Olivetti, presidente dell'Ordine di Gorizia e segretario della Fondazione Cannavò. La recente nomina di Tobia a presidente del Pgeu, associazione che riunisce associazioni sindacali e federazione degli ordini dei farmacisti dei singoli Stati europei, per il 2022 si inserisce nell'ambito del riconoscimento per quello che la Farmacia italiana ha fatto per contrastare la pandemia.
Verso una formazione comune
Durante il webinar sono stati presentati i dati di una indagine su come si informano e formano i farmacisti, condotta su un campione di 1.780 professionisti dell'area farmacia, di cui il 20% erano titolari di farmacia da cui è emerso che i farmacisti prediligono per il loro aggiornamento continuo notizie scientifiche, aggiornamento sui farmaci e problematiche legali. Ragionando a livello europeo «in passato si era ipotizzata una iniziativa per mettere in piedi una formazione comunitaria, aperta a tutti i sanitari. Una iniziativa che potesse offrire una formazione con un valore collettivo, con Ecm riconosciuti anche se frequentati in un altro Paese rispetto a quello di residenza» ha spiegato Tobia, che ha sottolineato: «l'iniziativa non andò a buon fine, ma il principio è ancora valido, e sono in studio formule migliori nel prossimo anno». Il 2022 sarà un anno complesso, ha proseguito Tobia «l'anno della rinascita, l'anno anche del Next Generation Eu, in cui dovremo affrontare una serie di attività, come l'armonizzazione di alcune norme a livello europeo per rendere più omogenea la professione e per non farsi più trovare impreparati davanti ad un evento globale come quello pandemico». Un altro punto da affrontare è quello delle carenze di farmaci, ma la formazione rimane un tema importante conclude Tobia: «dovremo fare i conti con una realtà diversa dal passato, anche nell'ambito della comunicazione, indispensabile per dare informazioni corrette ai nostri pazienti. Dovremo creare sinergie a livello europeo, anche sulla formazione, proprio per migliorare la comunicazione tra professionisti e verso i pazienti».
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A cura di Redazione Farmacista33
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