Antibiotici, attesa decisione Ue su divieto uso in animali. Veterinari: grave impatto su salute
Atteso voto europeo su divieto di uso antibiotici negli animali. Veterinari: grave impatto su salute
A metà settembre il Parlamento europeo dovrà votare una risoluzione che andrebbe a definire quali antibiotici saranno riservati all'uomo e quindi vietati alla medicina veterinaria, con il rischio che per proteggere l'uso dell'antibiotico nell'uomo e arginare lo sviluppo dell'antibiotico resistenza, da gennaio 2022 potrebbe essere vietato l'uso veterinario di diverse classi di antimicrobici e antibiotici essenziali per la cura di infezioni gravi e potenzialmente letali. A dare questa lettura alle prossime decisioni comunitarie sono i medici veterinari della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani - Fnovi e dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani - Anmvi.
Fnovi: divieto senza basi scientifiche. Sì a uso razionale
La Fnovi, in merito ha scritto una indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Mario Draghi, al Ministro della Salute, Roberto Speranza, ed al Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli. "Il regolamento europeo sui medicinali veterinari 2019/6 è stato adottato due anni fa - ricorda la nota - Gli Stati membri e il Parlamento europeo dovranno esprimersi per determinare quali antibiotici saranno riservati all'uomo e quindi vietati alla medicina veterinaria sulla base della proposta di atto delegato della Commissione Europea del 26 maggio 2021 in merito alla definizione di criteri per la designazione degli antimicrobici che devono essere riservati al trattamento di determinate infezioni nell'uomo. A seguito dell'adozione di tale risoluzione, il Parlamento europeo è tenuto ora a esprimersi in seduta plenaria durante la sessione di metà settembre. Se la risoluzione trovasse la maggioranza, il conseguente divieto dell'uso degli antibiotici comporterebbe effetti drammatici sulle terapie per la cura di tutti gli animali: molte infezioni batteriche non potranno più essere più trattate adeguatamente e le immediate ripercussioni sulla salute e sulla sicurezza alimentare dei cittadini sarebbero gravissime. In buona sostanza, qualora la plenaria del Parlamento europeo confermasse la risoluzione, già a partire da gennaio 2022 potrebbe essere vietato l'uso veterinario di diverse classi di antimicrobici e antibiotici essenziali per la cura di infezioni gravi e potenzialmente letali". Un divieto di utilizzo, poco razionale e in assenza di solide basi scientifiche, porterà unicamente a maggiori sofferenze per gli animali, per i quali verranno drasticamente ridotte o azzerate le possibilità di cura delle affezioni sostenute da microrganismi patogeni, un aumento delle patologie negli animali e delle zoonosi con conseguenti rischi per la salute pubblica, producendo minimi effetti sulla diminuzione dei fenomeni di antibiotico resistenza, in quanto le stesse molecole, utilizzate nell'uomo, manterranno nell'ambiente (acque, terreni) i geni di resistenza in grado di diffonderla. A nostro avviso un eventuale elenco di antibiotici che non potranno essere più utilizzati in medicina veterinaria, dovrà essere redatto esclusivamente su dati scientifici in base alla categorizzazione AMEG dell'Agenzia europea del farmaco".
Amnvi: petizione registrata dal Parlamento europeo
Anche l'Amnvi si è mossa in tale senso con una petizione registrata ufficialmente dal Parlamento europeo che ha raccolto oltre 53mila firme "per chiedere agli eurodeputati italiani di respingere una mozione europea che mette al bando "terapie antimicrobiche essenziali per le cure di tutte le specie animali". "Siamo di fronte al rischio - avverte l'Anmvi - che il principio dell'uso prudente degli antibiotici si trasformi in un divieto radicale, che ci priverebbe di terapie essenziali nei casi di infezioni batteriche gravi e potenzialmente letali per gli animali". "La mozione europea sarà al voto dell'Europarlamento a metà settembre. Respingerla - spiega l'associazione - significa mantenere l'approccio della Commissione europea come chiedono i medici veterinari. Un approccio suffragato dall'Ema, l'Agenzia europea del farmaco, e dall'Organizzazione mondiale della sanità animale, secondo il quale, se non ci sono alternative terapeutiche e la vita stessa degli animali è in pericolo, i veterinari possono utilizzare antimicrobici salva vita. La mozione europea, già votata in via preliminare a luglio dalla Commissione Envi (Salute e Ambiente), suscita sorpresa nella comunità scientifica e sconcerto per la scarsa considerazione nei confronti delle vite animali.
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A cura di Redazione Farmacista33
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