Quota aggiuntiva. Ecco il prospetto remunerativo per tipologia di farmacia
La situazione economica delle farmacie è ormai un nodo critico non più rimandabile e la remunerazione aggiuntiva rappresenta un primo passo per dare stabilità
La situazione economica delle farmacie, soprattutto per i presidi delle zone più disagiate, è ormai un nodo critico non più rimandabile, ancora di più alla luce della attuale crisi sanitaria. La remunerazione aggiuntiva, prevista in via sperimentale, rappresenta un primo passo per dare «stabilità e sostenibilità», oltre che «un momento transizione verso una riforma strutturale, che prevediamo possa esserci dal 2023». A dirlo Gianni Petrosillo, che, in recenti dichiarazioni, ha fatto il punto sui contenuti della remunerazione aggiuntiva e sui passaggi operativi.
Remunerazione aggiuntiva: operatività e decreto attuativo
«La remunerazione aggiuntiva» ha spiegato Petrosillo in una intervista a Federfarma Channel, a margine del convegno sul tema curato da Federfarma a Cosmofarma, «rappresenta un momento transizione verso una riforma strutturale che porterà a un nuovo modello e che prevediamo possa esserci dal 2023». Anche se in via sperimentale, tale passaggio, in un momento di grande difficoltà come questo, riesce a dare respiro alle farmacie, in particolare alle più piccole, grazie soprattutto al fatto che «si dà stabilità e congruità alla remunerazione». E, d'altra parte, «le farmacie hanno quanto mai bisogno di sostenibilità». Il modello, che applica appunto «delle quote aggiuntive fisse, riconosce di fatto l'atto professionale ed è preparatorio rispetto a una riforma strutturale che punta a sganciarsi significativamente dalla percentuale del farmaco». Quanto all'operatività, «le quote fisse» si legge sulla sua pagina Facebook «dal primo settembre saranno da aggiungere, per ogni confezione dispensata, all'attuale margine a percentuale. Qualora le distinte contabili riepilogative non saranno implementate per il mese contabile di settembre, le quote saranno comunque recuperare con le DCR dei mesi successivi. A giorni, sarà pubblicato il relativo Decreto attuativo».
Lo schema remunerativo declinato per tipologia di farmacia
Come si ricorderà, infatti, "lo schema di decreto" si legge in un recente approfondimento di Filodiretto "stabilisce che, a decorrere dal 1° settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2022, a tutte le farmacie è dovuta una quota aggiuntiva per singola confezione di 0,08 euro da applicare a tutti i farmaci rimborsati dal Ssn e una quota premiale aggiuntiva di 0,12 euro per ogni confezione di farmaco a brevetto scaduto presente all'interno della lista di trasparenza con prezzo pari a quello di riferimento". Ma, per venire incontro alle difficoltà delle farmacie più piccole, a queste due quote fisse, viene riconosciuta una ulteriore quota tipologica: "Alle farmacie rurali sussidiate che godono dello sconto forfetario del 1,5%, è dovuta una ulteriore quota aggiuntiva di € 0,14 da applicare a tutti i farmaci rimborsati dal Ssn". Questo porta quindi il totale della quota fissa riconosciuta a 0,22 euro. "Per le farmacie che godono della riduzione del 60% del multi-sconto Ssn, la quota aggiuntiva è di € 0,12" per un totale di 0,20 €. Infine, "alle rurali e urbane con fatturato Ssn inferiore a 150mila euro che sono esentate dallo sconto Ssn andrà aggiunto 0,25 euro", per un totale di 0,33 euro. Laddove poi venga dispensato un farmaco al prezzo di riferimento, lo schema di remunerazione vede l'erogazione di una quota aggiuntiva che porta il totale riconosciuto per le tipologie di farmacie viste, rispettivamente a 0,34, 0,32 e 0,45 euro, mentre per le farmacie con sconto ordinario il totale sarà di 0,20 a confezione.
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A cura di Redazione Farmacista33
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