Farmacia chiusa da Ats Brescia, i titolari non sono vaccinati
L'Ats di Brescia ha disposto la chiusura dell'unica farmacia di un Comune della provincia in quanto i titolari non sono vaccinati
L'Ats di Brescia ha disposto la chiusura dell'unica farmacia di un paese della provincia in quanto i titolari non sono vaccinati, e un cartello appeso alla serranda affisso dai titolari recita: "Farmacia chiusa forzatamente dall'Ats di Brescia per la nostra volontaria non adesione alla campagna vaccinale". Sono in corso gli accertamenti da parte dell'Ats e dell'Ordine dei farmacisti, che ha aperto un iter di approfondimento per valutare eventuali procedimenti disciplinari, ma intanto il Comune di Milzano, dove opera la farmacia, ha attivato il servizio per il recapito dei farmaci a domicilio a chi ne avesse bisogno.
Distribuzione farmaci garantita dallo "sportello" del Comune
I titolari, riportano fonti stampa locali, non si sono vaccinati per scelta e sono così stati così costretti a chiudere in virtù del decreto legge che prevede l'obbligo vaccinale "per tutti gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario ivi compresi i farmacisti". Dall'edizione locale del Corriere si apprende che il cartello sulla saracinesca è comparso venerdì scorso: la chiusura della farmacia sarebbe stata disposta dall'Ats dopo la scoperta che le farmaciste non si erano sottoposte a vaccinazione anti Covid. La decisione è stata notificata lunedì mattina al sindaco di Milzano, Massimo Giustiziero, ed è esecutiva fino a data da destinarsi in attesa di accertamento da parte della stessa autorità di salute pubblica. «È una situazione che ci ha lasciati allibiti perché pensavamo che le farmaciste fossero vaccinate, visto l'obbligo previsto per il personale delle professioni sanitarie, ormai in vigore da qualche mese», afferma il sindaco che in emergenza ha chiesto e ottenuto la collaborazione di tutti i dipendenti comunali per raccogliere le ricette di anziani e persone in difficoltà, e consegnare i farmaci acquistati nelle vicinanze e poi distribuiti a domicilio. «Abbiamo attivato un punto di raccolta delle prescrizioni dei medicinali, accompagnate dalle tessere sanitarie, all'interno dell'ufficio anagrafe» ha spiegato alla stampa. Lo "sportello" farmaci, è attivo dalle 9 alle 12.30, dal lunedì al venerdì ed è rivolto a persone non autosufficienti o a persone sole che non hanno mezzi di locomozione. «Se qualcuno è in difficoltà andiamo anche a ritirare a domicilio le impegnative - precisa il sindaco - poi, nel pomeriggio, un nostro addetto va ad acquistare i medicinali nelle farmacie dei dintorni e le consegna agli interessati, casa per casa. Su una popolazione di 1.800 abitanti abbiamo più di 100 concittadini over 80. Molti vivono da soli, non hanno mezzi di trasporto e nemmeno parenti a cui fare riferimento. Per loro il disservizio è ancora più grande, anche perché, da sempre, soprattutto nelle piccole comunità, la farmacia è un riferimento importante».
Ats e Ordine: sono in corso accertamenti
Intanto sono in corso gli accertamenti da parte dell'Ats impegnata a chiarire la situazione ma anche da parte dell'Ordine dei farmacisti che ha aperto un iter di approfondimento per valutare eventuali procedimenti disciplinari. «Dovremo aspettare che la titolare della farmacia porti le sue ragioni, capire se ci siano motivi di salute - spiega al Corriere il presidente, Francesco Rastrelli - e poi faremo le nostre valutazioni, senza dimenticare che i principi e i valori fondamentali delle professioni sanitarie contemplano l'esercizio in autonomia, libertà e indipendenza, ma nel rispetto delle regole. Credo che nell'arco di un paio di settimane arriveremo a una decisione». Intanto l'attività resta sospesa fino a data da destinarsi. «Spero - auspica il sindaco - che si trovi presto una soluzione - mettere al banco un farmacista vaccinato - perché il Comune non ha risorse per svolgere a oltranza il servizio di farmacia».
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A cura di Redazione Farmacista33
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