Vaccini Covid, ripetere i booster strategia non sostenibile. Il punto dalle agenzie regolatorie mondiali
Agenzie regolatorie mondiali: la strategia con iniezioni ripetute a intervalli brevi non può essere a lungo termine
Sta diventando sempre più chiaro che è necessaria una dose di richiamo per estendere la protezione del vaccino ma la strategia con iniezioni ripetute a intervalli brevi non può essere a lungo termine. È uno degli aspetti emersi dal report firmato dalle agenzie del farmaco di tutto il mondo, compresa l'Ema, sui vaccini anti-Covid, con focus sull'efficacia contro la variante Omicron di Sars-CoV-2, ma anche su come affrontare il futuro e su quali prodotti-scudo serviranno per gestire Covid-19 sul lungo termine.
Dosi booster a brevi intervalli non sostenibile
Il rapporto emerge dal dibattito avviato dalle agenzie regolatorie in un workshop che si è tenuto il 12 gennaio sotto l'egida dell'International Coalition of Medicines Regulatory Authorities (Icmra). Il summit ha riunito delegati in rappresentanza di 24 membri e 13 membri associati, nonché dell'Organizzazione mondiale della sanità. Si è convenuto, esaminando i dati sull'impatto di Omicron, si legge in un comunicato reso pubblico dall'Ema, che "sta diventando sempre più chiaro che è necessaria una dose di richiamo per estendere la protezione del vaccino. Ma guardando ai possibili approcci vaccinali contro Omicron e altre varianti la somministrazione di multiple dosi booster a brevi intervalli di tempo non è un approccio sostenibile a lungo termine". Le autorità regolatorie hanno concluso che "gli attuali vaccini anti-Covid offrono una minore protezione contro le infezioni e le malattie lievi causate da questa variante. Tuttavia, continuano a offrire una notevole protezione dal ricovero e da Covid-19 grave, soprattutto dopo una dose di richiamo".
Studiare vaccini multivalenti per una strategia a lungo termine
Secondo gli esperti va sviluppata una soluzione non basata su booster ripetuti ogni pochi mesi. "È necessario sviluppare una strategia a lungo termine sulle tipologie di vaccini necessari per gestire Covid-19 in futuro. Questa è una discussione globale in corso, che si trova al crocevia tra scienza, politica pubblica e salute pubblica e richiederà il coordinamento tra i responsabili delle decisioni in materia a tutti i livelli". In particolare, "per quanto riguarda le composizioni aggiornate dei vaccini, le autorità regolatorie incoraggiano la comunità scientifica internazionale e gli sviluppatori di vaccini a esaminare approcci alternativi ai vaccini monovalenti. Le aziende dovrebbero anche esplorare la fattibilità dello sviluppo di vaccini bivalenti o multivalenti per determinare se offrono vantaggi rispetto ai vaccini monovalenti". E aggiungono che "dovrebbero essere intrapresi studi clinici per supportare l'uso di un nuovo vaccino. Questi studi dovrebbero essere progettati per dimostrare che la risposta immunitaria, misurata come anticorpi neutralizzanti, generata dal vaccino aggiornato è superiore a quella ottenuta con i vaccini attuali. La capacità di nuovi vaccini di neutralizzare in modo incrociato altre varianti di rilievo, sarebbe una caratteristica aggiuntiva rispetto all'ampiezza della protezione fornita".
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A cura di Redazione Farmacista33
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