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01 Marzo 2022

Allergia alla processionaria e sintomi acuti: un problema per gli animali. Ecco come difendersi


Le larve di processionaria, un lepidottero che con la bella stagione riattiva il proprio ciclo biologico, sono una minaccia per la salute degli animali domestici. Ecco come difendersi

Le larve di processionaria, un lepidottero che con la bella stagione riattiva il proprio ciclo biologico, rappresentano una minaccia per la salute dell'uomo e degli animali domestici che possono manifestare sintomi locali o generalizzati. Un pericolo da conoscere e per il quale vi è una specifica normativa per tutelarsi.


Che cos'è la processionaria?

Con il termine processionaria si intendono tre specie, la più comune delle quali è Thaumetopoea pityocampa (Denis & Schiffermüller, 1775) il cui ciclo vitale è legato alle piante aghifoglie come il pino nero, il pino silvestre e il pino strobo. La specie ha un'ampia distribuzione ed è fondamentale conoscerne le caratteristiche per effettuare una corretta divulgazione finalizzata alla prevenzione dei rischi sanitari. Gli adulti sono innocue farfalle notturne estive che vivono pochi giorni durante i quali le femmine depongono 150-300 uova. Le larve si nutrono delle foglie dei pini e trascorrono la stagione fredda all'interno di tipici nidi bianchi a bozzolo. A partire da fine febbraio le forme immature vanno incontro a diverse mute fino a iniziare una lenta discesa dagli alberi e una migrazione in fila indiana (processionaria). Giunte a terra trovano un luogo idoneo per sotterrarsi, trasformandosi in crisalide e, nell'estate successiva, nell'individuo adulto.


Un pericolo solo in apparenza invisibile

Una fitta peluria riveste il corpo dei bruchi; fino a 60.000 setole per mm2 per un totale di 1 milione per esemplare. Un'efficace strategia difensiva ma anche un rischio sanitario per uomo e animali. Nelle setole sono infatti presenti la Thaumetopoeina (28 kDa) e altre frazioni allergeniche che causano un'intensa reazione infiammatoria e allergizzante. A seguito del distacco delle setole (0,1 - 0,2 mm), piccoli uncini ne consentono l'ancoraggio ai tessuti. Quando l'esemplare abbandona il vecchio esoscheletro, le setole presenti su questo mantengono le proprie capacità. Perciò l'approccio preventivo non deve riguardare solo i bruchi ma anche i pre-nidi e i nidi.


La lotta alla processionaria tra normativa e tecnologie

La lotta al lepidottero è fondamentale sia per la tutela del verde pubblico sia della salute umana e animale, nel rispetto della normativa vigente (D.M 30/10/2007). A tal proposito si invita a contattare sempre il proprio Comune e la ASL locale. La strategia da applicare dipende dalla stagione, dal numero di piante colpite e dall'impatto dell'infestazione sui pini. La vaporizzazione sulla pianta del batterio Bacillus thuringiensis var. kurstaki è una delle strategie più diffuse contro le giovani larve. Le trappole a base di feromoni intercettano le colonne in discesa dal tronco. La rimozione dei nidi deve essere effettuata in maniera professionale per evitare la dispersione di feci, peli e residui organici. Le ditte specializzate effettuano una vera e propria endoterapia, immettendo molecole larvicide nel sistema vascolare della pianta. Persone e animali da compagnia non di rado sono soggetti all'esposizione alle setole, parchi pubblici, giardini privati e pinete sono tra i luoghi più infestati. A seguito dell'inalazione delle setole possono comparire reazioni sia localizzate sia generalizzate, sono segnalati rari casi di shock anafilattico.


Manifestazioni sintomatologiche localizzate e sistemiche nell'uomo e nei pet

La sintomatologia varia anche in relazione al tessuto colpito, alla sensibilità dell'organismo e a una eventuale precedente esposizione. Nell'uomo le manifestazioni più comuni sono cutanee, con orticaria e papule, oppure oculari (cheratiti, congiuntiviti e blefariti). Bambini ed animali da compagnia corrono ulteriori rischi a seguito del contatto e dell'ingestione. Nei cani sono segnalati: necrosi linguale, lesioni oculari e edema delle prime vie respiratorie. In ogni caso è fondamentale recarsi subito presso il presidio medico, umano o veterinario più vicino per approntare un primo lavaggio e la tempestiva terapia medica.

Alessio Arbuatti
Medico Veterinario ANMVI

TAG: VETERINARI, ANIMALI, MEDICINA VETERINARIA, ALLERGIE

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