Ricette false, Tar: condotta negligente se farmacista non fa adeguati controlli. Confermata sanzione Ats
La dispensazione in farmacia di un farmaco a fronte di ricette compilate correttamente ma false è stata ritenuta condotta "negligente e quindi colpevole"
La dispensazione in farmacia di un farmaco a fronte di ricette compilate correttamente ma false, è stata ritenuta condotta "negligente" dal Tar che ha rigettato il ricorso di alcuni farmacisti che, per quanto assolti dal reato penale, erano stati multati dalla Asl. La decisione del Tar di Brescia fa riferimento a una vicenda giudiziaria penale che si è conclusa con la condanna dell'uomo imputato di aver architettato il sistema fraudolento e l'assoluzione dalla responsabilità penale di falso e truffa dei farmacisti, reati di cui inizialmente erano stati accusati.
Farmaci dopanti e ricette false
La persona che è stata condannata dal Tribunale ordinario di Brescia aveva sottratto ad alcuni medici del Ssn ricettari e timbri con cui aveva ottenuto tra luglio 2013 e luglio 2015, 6.298 confezioni di ormone della crescita somatropina iniettabile rivolgendosi a una decina di farmacie per un importo a carico del Ssn di oltre 1,5 milioni. I farmaci, che hanno la capacità di incrementare la massa muscolare, venivano rivenduti sul mercato nero dei prodotti dopanti. I farmacisti coinvolti sono stati assolti "per non aver commesso il fatto" dal reato penale ("di contraffazione delle ricette mediche") ma si sono rivolti al Tar per annullare i provvedimenti sanzionatori di Ats Brescia comminati per l'illecito amministrativo. Ma il Tar ha ritenuto infondata la richiesta richiamando, tra le altre cose, anche il Codice Deontologico e sottolineando che "il farmacista non esaurisce i propri compiti nella verifica della regolarità formale delle prescrizioni mediche esibite dagli utenti (...) dovendo piuttosto collaborare con le proprie competenze esclusive affinché il servizio sia svolto correttamente".
Prescrizioni anomale richiedono approfondimento
Nello specifico del caso in esame, la dispensazione riguardava un farmaco con effetti dopanti, "prescritto a pazienti anziani, mentre ordinariamente è utilizzato nel trattamento di bambini e adolescenti con problemi di crescita", da medici che non si occupano di problemi della crescita", e con una frequenza della prescrizione "anomala" e in una quantità "esorbitante rispetto ai dosaggi ordinariamente previsti". Secondo il Tar, questi elementi "avrebbero dovuto indurre farmacista avveduto a un approfondimento prima di erogare il medicinale" ed era sufficiente "chiedere anche per vie brevi al medico che aveva firmato la prescrizione la conferma della prescrizione medesima". La condotta, conclude il Tar "si configura come negligente e dunque colpevole" e "legittimamente, pertanto, l'Ats di Brescia ha emesso nei loro confronti i provvedimenti sanzionatori in esame".
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A cura di Redazione Farmacista33
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