Infermieri, dalla prescrizione al management: le richieste di Fnopi al Governo
Fnopi ha formalizzato le richieste a Governo e Parlamento tra cui politiche atte a favorire l'infermiere prescrittore per sviluppare la continuità tra ospedale-territorio
La Fnopi, federazione degli infermieri, ha formalizzato le richieste a Governo e Parlamento su quattro temi chiave della professione: identità, organizzazione (cioè rapporto con i professionisti sanitari), formazione e rapporto con gli operatori sociosanitari. Tra le istanze, a livello organizzativo "riconoscere l'infermiere leader nelle équipe multiprofessionali, impegnato su decisioni sia clinico-assistenziali sia economico-finanziarie"; e politiche atte a favorire l'infermiere prescrittore per sviluppare la continuità tra ospedale-territorio, attraverso la figura dell'infermiere di famiglia cui può ben delegarsi -previo monitoraggio degli esiti- la ricetta del presidio sanitario come la ricetta relativa a medicazioni, mobilizzazioni, medicazioni o su interventi relativi al fine vita. Presentato al forum Risk Management di Arezzo, il documento è il frutto di una consultazione decisa dagli Stati Generali della Professione a febbraio e portata all'attenzione dei 460 mila iscritti tra il 28 marzo e il 2 maggio, con 9 mila contributi raccolti.
Identità professionale: modelli di presa in carico personalizzata
In tema di identità, gli infermieri sottolineano come la professione si vada evolvendo verso modelli di presa in carico personalizzata e non più per compiti. E chiedono un'adeguata retribuzione -ai livelli degli altri paesi europei - anche in funzione delle specializzazioni conseguite. Chiedono infine maggiore compatibilità studio-lavoro con più ore dedicate, attività cliniche per chi fa ricerca e didattica, la valorizzazione della ricerca svolta nelle unità operative. L'infermieristica va porta alla società (scuole incluse) spiegando che l'infermiere si occupa di "sistemi complessi, territoriali e di prossimità", e si muove "su asset socio sanitari", "compreso il terzo settore e il volontariato".
Riconoscimento di ruoli organizzativi e competenze di management
In tema di organizzazione, il professionista assume ruoli organizzativi tanto in strutture semplici e complesse quanto in distretto e dipartimento Asl, favorisce l'azione dell'équipe mettendo al centro il punto di vista del cittadino, ha un ruolo chiave nella gestione della cartella informatizzata, ha un middle ed un top management. "Un'opportuna valorizzazione delle competenze e delle conoscenze acquisite nel mondo universitario e specialistico può farlo diventare protagonista del sistema sanitario: non solo esperto dell'assistenza infermieristica globale ma anche un manager". Ma le competenze di management vanno riconosciute economicamente. Così come vanno valorizzate le competenze specialistiche avanzate conseguite all'università, con master, con la formazione continua. Il riconoscimento dev'essere non solo in termini economici ma di rimozione di vincoli quali l'esclusività di rapporto e di potenziamento dell'esercizio autonomo della professione. Infine, la formazione: gli infermieri chiedono che sia garantito il superamento delle difformità dei corsi di laurea e l'ampliamento della laurea magistrale con percorsi formativi di indirizzo clinico. L'aggiornamento deve essere in linea con i dossier individuali (specializzazioni e funzioni) e di politica sanitaria (organizzazione e target dell'assistenza). C'è infine il rapporto con gli operatori sociosanitari, che spesso i cittadini non distinguono dall'infermiere. Quest'ultimo chiede di essere artefice del proprio destino nonché responsabile della formazione delle figure di supporto, "secondo le necessità di un quadro di riferimento nazionale".
La Presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli, sottolinea come «la tutela della salute non è più e non può essere un problema di singole professioni, ma si riferisce ad un sistema multiprofessionale che richiama a un'analisi e a strumenti di complessità. Infermieri e infermieri pediatrici hanno, in questo senso, metodi e strumenti di stratificazione del bisogno assistenziale, della complessità assistenziale, dei livelli di intensità assistenziale, degli strumenti e dei metodi di valutazione dei bisogni dei pazienti dal rischio cadute, del rischio infezioni, della capacità di orientarsi. Istituzioni e politica devono comprenderlo e noi siamo disponibili come sempre a dare il necessario supporto».
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A cura di Redazione Farmacista33
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