Locali esterni alla farmacia: destinazione d’uso e requisiti. Le esperienze regionali e il modello esteso
La possibilità di utilizzare locali esterni alla farmacia consente alle farmacie di poter offrire servizi ed è prevista dal Protocollo nazionale sui vaccini e tamponi
La possibilità di utilizzare locali esterni alla farmacia - purché idonei dal punto di vista igienico-sanitario e compresi nella circoscrizione di pertinenza - consente anche ai presidi di più piccole dimensioni di poter offrire servizi ed è stata prevista con il Protocollo nazionale sui vaccini e tamponi in farmacia. In Liguria, grazie a un emendamento alla finanziaria regionale di fine anno, tale previsione è diventata strutturale e «sono molte le farmacie che ne stanno fruendo, oltre che per tamponi - tra cui quello per la rilevazione dello streptococco -, per attività di telecardiologia, telemedicina, ma anche, per esempio, servizi infermieristici». A fare il punto sul suo utilizzo Elisabetta Borachia e Francesca Massa, Federfarma Liguria.
Locali esterni alla farmacia: ambito di utilizzo e requisiti
Come si ricorderà, nel Protocollo nazionale del luglio 2022 è stata introdotta - all'articolo 1, comma 2, lettera e-quater del decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153 - la possibilità per le farmacie di utilizzare aree, locali o strutture esterne, per l'effettuazione di vaccini anti covid e antinfluenzali e per i test diagnostici che prevedono il prelevamento del campione biologico a livello nasale, salivare o orofaringeo. Proprio per "garantire la più ampia capillarità" anche "nell'erogazione dei servizi sanitari e sociosanitari di prossimità" e potenziare l'offerta sul territorio, la Regione Liguria, a fine anno, ha voluto rendere strutturale tale previsione. A essere previsto dalla norma è che "le farmacie territoriali, nel rispetto della normativa vigente in materia di farmacia dei servizi, possono erogare, in locali diversi da quelli dedicati alla dispensazione dei farmaci e da questi ultimi disgiunti", tutti i servizi relativi alla farmacia dei servizi e non solo quelli legati al Protocollo nazionale.
La norma che ne allarga l'uso: il caso della Liguria
"I locali devono essere ricompresi nella circoscrizione farmaceutica prevista nella pianta organica di pertinenza delle farmacie e devono essere idonei dal punto di vista igienico-sanitario". Non è possibile, in tali aree, "erogare farmaci, preparazioni galeniche magistrali o effettuare vendita al pubblico di qualsiasi genere di articoli, anche on-line". Anche in questo caso, "due o più farmacie di proprietà di soggetti differenti possono esercitare in comune i servizi sanitari" legati alla farmacia dei servizi, "previa stipula di un contratto di rete". La condivisione dei locali era stata prevista già dal Protocollo nazionale, sempre in relazione ai servizi vaccinali (covid e flu) e ai tamponi.
I servizi avviati e il contratto di rete: le esperienze dei farmacisti
Ma quale è l'uso che ne viene fatto dalle farmacie? «Si tratta di una possibilità che per realtà territoriali complesse come la nostra è particolarmente utile, non solo per la struttura orogeografica della regione, ma anche per le peculiarità dei centri urbani, caratterizzati da vie strette e edifici spesso con locali piccoli» spiegano. «Molte sono le farmacie che hanno fruito della possibilità di ampliare l'area destinata ai servizi utilizzando locali esterni: per alcune si è trattato di dare continuità a quanto già facevano, aggiungendo nuovi servizi, ma per molte si è aperta l'opportunità di affacciarsi alla farmacia dei servizi e di allargare la propria proposta a servizi sanitari di prossimità». In particolare, «tra i servizi offerti c'è soprattutto telecardiologia - holter, ecc - e telemedicina, ma anche servizi infermieristici, con la presenza del professionista». In merito al contratto di rete, «non abbiamo dati precisi sul suo attuale utilizzo. Si tratta comunque di uno strumento che è stato usato particolarmente durante la fase di avvio delle vaccinazioni - sia contro il covid-19 sia contro l'influenza - e che certamente ha rappresentato un supporto per le realtà più piccole. Lo strumento in diverse località o quartieri ha poi permesso di rendere disponibile ai cittadini un punto vaccinale di prossimità, gestito da diverse farmacie».
Tra gli altri progetti portati avanti, «abbiamo lavorato molto con la Regione sulla digitalizzazione, in particolare per rendere più accessibile il servizio sanitario e sostenere la popolazione più fragile». In questa direzione, «sta crescendo in farmacia anche l'utilizzo della tessera sanitaria per accedere alla prescrizione del medico. Al momento, sono stati firmati da parte dei cittadini circa 100mila consensi, necessari per permettere al farmacista di visualizzare la ricetta. Si tratta di un'opportunità che sta semplificando il lavoro del farmacista al banco e del medico».
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A cura di Redazione Farmacista33
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