Dalle brassicacee molecole anti-obesità: sulforafani attivi in prevenzione e cura
L'obesità è una malattia metabolica cronica su cui converge l'interazione di due fattori: quello ambientale e quello ereditario. L'obesità conduce a disturbi del metabolismo energetico con conseguente accumulo eccessivo di grasso, dovuto principalmente all'ipertrofia e all'iperplasia degli adipociti; inoltre, aumenta notevolmente il rischio di cancro, ipertensione, malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, diabete e osteoartrite. Le cause più comuni includono diete ad alto contenuto calorico, eccesso di cibo e stile di vita scorretto, come la mancanza di attività fisica. Tuttavia, il continuo aumento dell'obesità a livello globale non può essere spiegato esclusivamente sulla base dell'eccessiva assunzione di cibo e della ridotta attività fisica.
Sostanze chimiche alterano il sistema endocrino
Gli studi hanno dimostrato che soltanto pochi individui non sono in grado di perdere o mantenere il peso, indipendentemente da una dieta efficace e/o da una maggiore attività fisica. Studi recenti hanno scoperto che diverse sostanze chimiche alterano il sistema endocrino e potrebbero essere un fattore significativo nello sviluppo dell'obesità: si tratta di analoghi ormonali presenti nell'ambiente aventi una struttura molecolare molto simile a quella degli ormoni; questi, imitando gli ormoni, interferiscono con il sistema endocrino al fine di promuovere la differenziazione degli adipociti e l'accumulo di lipidi negli adipociti conducendo così a tale patologia. Inoltre, possono anche modificare il bilancio energetico e il metabolismo basale alterando il metabolismo dei lipidi. Questi analoghi ormonali agiscono indirettamente sugli adipociti modificando il modo in cui gli ormoni controllano l'appetito, promuovendo così l'obesità: per cui sono anche chiamati obesogeni. L'evidenza accumulata da esperimenti in vitro e in vivo, studi epidemiologici e su umani suggeriscono che una varietà di obesogeni sono strettamente correlati allo sviluppo dell'obesità, includendo: bifenili policlorurati, bisfenoli, organostannici, ftalati, tributilstagno, alcuni fitoestrogeni, pesticidi, ecc... . Gli obesogeni rappresentativi nel nostro cibo includono organostannici, ftalati e bisfenoli. Il bisfenolo A (BPA), in particolare, è altamente associato all'obesità e può agire come agonista attivo dei recettori dei glucocorticoidi o degli estrogeni per promuovere l'adipogenesi.
I sulforafani contro l'obesità
Il sulforafano, un isotiocianato presente nelle piante appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae, è abbondante nei germogli di broccoli (Brassica oleracea var. italica) e prodotto per idrolisi della glucorafanina (un glucosinolato particolarmente abbondante nei germogli di broccoli) per azione dell'enzima mirosinasi. Il sulforafano possiede proprietà farmacologiche tra cui antitumorali, antiossidanti, antinfiammatorie, anti-ipertensive, cardioprotettive e neuroprotettive; inoltre, potrebbe inibire la differenziazione degli adipociti, promuovere la lipolisi e diminuire l'accumulo di trigliceridi negli adipociti, potendo quindi prevenire e curare l'obesità stimolando l'utilizzo e l'assorbimento del glucosio, sovraregolando le vie di ossidazione degli acidi grassi e aumentando la lipolisi; ulteriormente, inibendo le vie di sintesi dei trigliceridi, inducendo l'apoptosi negli adipociti in modo dipendente dalla concentrazione. Tuttavia, ci sono pochi studi sull'attività anti-obesogenica del sulforafano ma soprattutto si evidenzia un problema per quanto riguarda la sintesi: sebbene possa essere sintetizzato con metodi chimici, nel processo sono necessarie alcune sostanze altamente tossiche e i prodotti finali devono essere ulteriormente purificati, il che rende difficile il loro utilizzo (ad esempio negli alimenti o negli integratori). Pertanto, il sulforafano prodotto naturalmente dalle piante è l'alternativa migliore. Il sulforafano presente in natura è prodotto per via endogena o esogena per idrolisi. Alcuni tipi di cottura ne promuovono la perdita, ad esempio l'ebollizione causa le maggiori perdite di glucorafanina e sulforafano, mentre il congelamento protegge in modo significativo le loro perdite; il microonde a breve termine, la cottura a vapore a breve termine (10 minuti) e la fermentazione promuovono la biotrasformazione da glucorafanina a sulforafano. Secondo un recentissimo studio i germogli dei broccoli inibiscono la differenziazione degli adipociti, riducono l'accumulo di lipidi in vitro e riducono significativamente il peso corporeo e la massa del tessuto adiposo dell'epididimo nei topi obesi indotti da BPA riducendo l'espressione delle proteinecorrelate all'adipogenesi e aumentando l'espressione delle proteine di ossidazione degli acidi grassi. Inoltre, esercitano effetti anti-obesogenici attivando la via di segnalazione AMPK. Nel complesso quindi, le alterazioni nell'espressione proteica, associate ai miglioramenti biochimici e fisiologici indotti sia dai germogli di broccoli sia da un mix ricco di sulforafano con semi di senape e germogli di broccoli, suggeriscono essere le sostanze anti-obesogeniche più attive.
Fabio Milardo
Bibliografía Men X, Han X, Lee SJ, et al. Anti-Obesogenic Effects of Sulforaphane-Rich Broccoli (Brassica oleracea var. italica) Sprouts and Myrosinase-Rich Mustard (Sinapis alba L.) Seeds In Vitro and In Vivo. Nutrients. 2022;14(18):3814. Published 2022 Sep 15. doi:10.3390/nu14183814
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