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24 Febbraio 2023

Dislipidemia, dallo zenzero effetti antinfiammatorie, antiossidanti e ipocolesterolemizzanti


Le dislipidemie sono tra le patologie croniche più comuni. Sono caratterizzate da livelli sierici anormali di colesterolo, trigliceridi o entrambi, che coinvolgono livelli anormali di specie lipoproteiche correlate. Da anni la ricerca è concentrata sulle piante medicinali: una di queste, lo zenzero, sembrerebbe dare un notevole sostegno a tale condizione.

Obesità, malattie cardiovascolari e diabete associate a dislipidemia

La conseguenza clinica più comunemente associata alla dislipidemia è l'aumento del rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica che è associato a livelli elevati di colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi. Le dislipidemie sono spesso presenti fattori predisponenti secondari, in particolare obesità e diabete di tipo 2. Ulteriori conseguenze cliniche sono anche associate a rare dislipidemie, tra cui pancreatite con grave aumento dei trigliceridi, nonché steatosi epatica e carenze di vitamine liposolubili in soggetti con produzione geneticamente compromessa di lipoproteine contenenti apolipoproteina B. Le dislipidemie appartengono ad un'area di ricerca attiva e in espansione con studi recenti che forniscono informazioni sulle loro basi molecolari e sulle origini genetiche, delineando il loro ruolo nello sviluppo dell'aterosclerosi e chiarendo la capacità degli agenti farmacologici di migliorare il rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica.

Costituenti attivi con proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e ipocolesterolemizzanti

Il rizoma dello zenzero è stato utilizzato nella medicina tradizionale per secoli, più recentemente le sue proprietà potenzialmente medicinali sono state approfondite attraverso nuove indagini. La ricerca attuale suggerisce che i costituenti attivi dello zenzero, gingerolo e shogaolo (prodotto dell'essiccazione del rizoma), potrebbero possedere proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e ipocolesterolemizzanti. Inoltre è efficace per la nausea associata a una varietà di stimoli tra cui nausea e vomito postoperatori, cinetosi, nausee mattutine e nausea e vomito indotti dalla chemioterapia.
L'effetto dell'integrazione di zenzero sul profilo lipidico negli esseri umani rimane controverso, in particolare nei pazienti diabetici. È recentissima una revisione sistematica (fatta su PubMed, Medline e Scopus, Web of Science e Google Scholar) eseguita da gennaio 2010 a gennaio 2022, dove i dati hanno mostrato che l'assunzione di zenzero ha ridotto significativamente i livelli di colesterolo totale e trigliceridi, ma non ha alcun effetto significativo sul miglioramento di HDL e LDL. Inoltre, l'integrazione di zenzero ha ridotto i trigliceridi nei soggetti obesi e diabetici in modo più efficiente. In termini di dose, il risultato della meta-regressione è risultato significativo solo per il colesterolo totale, quindi l'aumento delle dosi giornaliere di zenzero ne riduce i livelli. Pertanto, lo zenzero merita di essere considerata una pianta ipolipemizzante per sostenere i trattamenti per dislipidemie.

Fabio Milardo

Bibliografia

Salih, A. K., Alwan, A. H., Khadim, M., Al-qaim, Z. H., Mardanov, B., El-Sehrwy, A. A., Ahmed, Y. I., & Amerizadeh, A. (2023). Effect of ginger (Zingiber officinale) intake on human serum lipid profile: Systematic review and meta-analysis. Phytotherapy Research, 1- 12.

TAG: DISLIPIDEMIE, ZENZERO

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