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06 Ottobre 2023

Bromelina, derivato da ananas con potenziale antinfiammatorio e buona tolleranza

Tra le sostanze utilizzate derivate da prodotti naturali la bromelina sembra avere un notevole effetto di contrasto dell’infiammazione con effetti collaterali minori dei farmaci antinfiammatori disponibili

di Fabio Milardo - erborista


Bromelina, derivato da ananas con potenziale antinfiammatorio e buona tolleranza

Tra le sostanze utilizzate derivate da prodotti naturali la bromelina sembra avere un notevole effetto di contrasto dell’infiammazione, oltre ad avere minori effetti collaterali dei farmaci antinfiammatori disponibili. Si tratta di un complesso enzimatico derivato dall'ananas noto per il suo potenziale antinfiammatorio e la buona tolleranza.  

Gambo dell'ananas grandi quantità di bromelina

 Ananas comosus L. Merr è una pianta tropicale appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae originaria della regione amazzonica e distribuita in molte parti del mondo. Ha tante applicazioni, infatti si utilizza come prodotto alimentare, come fonte di sostanze naturali utili all’organismo umano, ma anche per la produzione di fibre di eccellente qualità.
La bromelina fu identificata per la prima volta nel 1876, ma non fu completamente isolata, purificata e caratterizzata se non molto più tardi. Sebbene la pianta di ananas contenga una piccola quantità di altri enzimi proteolitici, come ananaina e comosaina, la bromelina rimane il principale e il più ampiamente esplorato. La bromelina è presente in abbondanza sia nel gambo che nel frutto; il ricercatore americano Ralph Heinicke scoprì per la prima volta, nel 1957, che c'era molta più bromelina nel gambo dell'ananas che nel frutto vero e proprio. Il gambo è la struttura della pianta che sostiene il frutto. Studi successivi hanno dimostrato che può essere estratto in piccole quantità anche da altri segmenti della palma, come l'apparato radicale, la fogliolina e la scorza del frutto.  

Integrazione di bromelina: effetti benefici su risposta infiammatoria
L’infiammazione è un problema comune alle patologie croniche, il quale richiede l’uso continuativo di farmaci. Sebbene sul mercato siano disponibili molti farmaci con attività antinfiammatoria, molti di essi possono causare effetti collaterali significativi dopo un uso prolungato, come alterazioni gastrointestinali, renali ed ematologiche. La ricerca è incentrata sulla scoperta di prodotti naturali con attività antinfiammatoria, come polisaccaridi, flavonoidi, polifenoli, alcaloidi, terpeni, pigmenti naturali, oli vegetali volatili, chinoni e altri.
Una recentissima systematic review sottolinea che l’integrazione di bromelina ha promosso effetti benefici specifici, come la riduzione dei livelli di IL-6, IL-5, IL-12, COX-2, CRP, PGE-2, MMP e IL-10. Tuttavia, ciascun tessuto analizzato ha specificità per quanto riguarda la risposta infiammatoria, il che non consente di generalizzare l’effetto a tutti i tipi di infiammazione poiché l’effetto può variare a seconda delle condizioni di salute metabolica degli individui riportati negli studi.
Studi in vitro e in vivo dimostrano che la bromelina ha effetti immunomodulatori. Questo complesso enzimatico può sottoregolare la PGE-2 attraverso l'inibizione di NF-kB e COX-2 e sovraregolando la PGE-1. Inoltre, la bromelina potrebbe anche modulare le risposte delle cellule T e migliorare le risposte anticorpali delle cellule B antigene-specifiche dipendenti dalle cellule T. L’integrazione orale di bromelina nei topi riduce l’incidenza di colite spontanea e la gravità della malattia, diminuendo inoltre la migrazione dei leucociti e l'attività infiammatoria negli animali affetti da colite ulcerosa. La bromelina ha anche ridotto NF-kB, IL-1β, IL-6, TNF-α, PGE-2, le concentrazioni di nitrati e l'espressione dell'ossido nitrico sintasi nel nervo sciatico dei ratti Wistar. L'uso della bromelina, da sola o associata ad altri composti, sembra avere effetti collaterali tollerabili. Tuttavia, anche i composti naturali utilizzati a lungo termine possono potenzialmente aumentare gli effetti collaterali, come è stato notato negli studi analizzati.
Pertanto, alle conclusioni eccellenti dell’articolo non manca la sostanziale necessità di ulteriori indagini al fine di convalidare dose e durata dei trattamenti, nonché la popolazione indicata in cui la bromelina può esercitare migliori effetti antinfiammatori.

Clin Nutr ESPEN. 2023;55:116-127. doi:10.1016/j.clnesp.2023.02.028

TAG: SALUTE, PIANTE, ESTRATTI VEGETALI, EFFETTO ANTINFIAMMATORIO, INTEGRATORI

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