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Fitoterapia

15 Luglio 2026

Ondate di calore, i fitoterapici da monitorare per ridurre il rischio di eventi avversi. Consigli per l'uso sicuro

Le elevate temperature possono influenzare non solo la risposta ai farmaci, ma anche il profilo di sicurezza di alcuni prodotti fitoterapici aumentando alcuni effetti fisiologici o favorendo la comparsa di reazioni avverse. Informare il paziente e  promuovere un utilizzo appropriato della fitoterapia durante la stagione estiva è dunque fondamentale.

di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)


Ondate di calore, i fitoterapici da monitorare per ridurre il rischio di eventi avversi. Consigli per l'uso sicuro

Le elevate temperature possono modificare il profilo di sicurezza di alcuni fitoterapici, aumentando il rischio di fotosensibilizzazione, disidratazione, ipotensione o reazioni cutanee, soprattutto nei soggetti più fragili. Dall'iperico alle piante diuretiche, fino agli oli essenziali e ai lassativi vegetali, il counselling del farmacista è fondamentale per promuovere un uso appropriato della fitoterapia durante l'estate.

Fotosensibilizzazione: un rischio da non sottovalutare

Tra gli effetti indesiderati più noti associati ad alcune piante medicinali vi è la fotosensibilizzazione, ovvero l'aumento della sensibilità cutanea alle radiazioni ultraviolette. Il fenomeno può manifestarsi con eritemi, ustioni, iperpigmentazione o vere e proprie dermatiti fototossiche dopo l'esposizione al sole.

La pianta maggiormente coinvolta è l'iperico (Hypericum perforatum), impiegato nel trattamento della sintomatologia depressiva lieve. L'attività fotosensibilizzante è attribuita principalmente all'ipericina e, sebbene alle dosi comunemente utilizzate il rischio sia contenuto, è consigliabile evitare esposizioni solari prolungate durante il trattamento.

Analoga cautela è raccomandata per preparazioni contenenti angelica (Angelica archangelica), ruta (Ruta graveolens) e per alcuni oli essenziali di agrumi ottenuti per spremitura a freddo, in particolare quello di bergamotto, ricco di furanocumarine.

Fitoterapici diuretici: attenzione all'equilibrio idro-elettrolitico

Le ondate di calore determinano un aumento delle perdite di liquidi attraverso la sudorazione. In questo scenario, l'assunzione di piante ad azione diuretica può accentuare il rischio di disidratazione e ipotensione, soprattutto nei soggetti anziani o nei pazienti già in terapia con diuretici.

Tra le droghe vegetali più utilizzate figurano tarassaco (Taraxacum officinale), betulla (Betula pendula), ortosifon (Orthosiphon stamineus) e pilosella (Hieracium pilosella). Sebbene il loro effetto diuretico sia generalmente moderato, il consiglio professionale del farmacista dovrebbe includere una valutazione dello stato di idratazione e dell'eventuale concomitante terapia farmacologica.

Piante ad azione ipotensiva: monitorare i pazienti fragili

L'esposizione al caldo provoca vasodilatazione periferica e può determinare una fisiologica riduzione dei valori pressori. Nei pazienti che assumono fitoterapici ad attività ipotensiva questo effetto potrebbe sommarsi a quello dei farmaci antipertensivi.

Le foglie di olivo (Olea europaea), il biancospino (Crataegus spp.) e l'aglio (Allium sativum) sono tra le piante maggiormente impiegate nel supporto della salute cardiovascolare. Nei soggetti fragili è opportuno raccomandare un monitoraggio della pressione arteriosa e invitare il paziente a riferire eventuali episodi di vertigini, debolezza o lipotimia.

Oli essenziali: utilizzo topico con le dovute precauzioni

Durante il periodo estivo meritano particolare attenzione anche gli oli essenziali. Quelli estratti dagli agrumi mediante spremitura a freddo possono indurre reazioni fototossiche se applicati sulla cute prima dell'esposizione ai raggi UV.

Anche oli essenziali ricchi di fenoli, come origano, cannella e timo chemiotipo timolo, presentano un potenziale irritante che può risultare accentuato sulla pelle già stressata dal caldo e dalla radiazione solare. È quindi opportuno ricordare l'importanza della corretta diluizione e del rispetto delle modalità d'impiego.

Lassativi vegetali: evitare un uso prolungato

Le droghe contenenti derivati antrachinonici, come senna, frangula e cascara, favoriscono la perdita di acqua attraverso l'intestino e possono contribuire alla comparsa di disidratazione e alterazioni elettrolitiche, soprattutto se utilizzate per periodi prolungati.
Anche in questo caso il counselling del farmacista risulta determinante per indirizzare il paziente verso un utilizzo appropriato e limitato nel tempo.

Il counselling del farmacista

Le ondate di calore rappresentano un'occasione per rafforzare l'attività di educazione sanitaria svolta in farmacia. Oltre a promuovere una corretta idratazione, il farmacista può verificare la presenza di fitoterapici potenzialmente critici, valutare possibili interazioni con le terapie in corso e identificare i pazienti maggiormente vulnerabili, come anziani, soggetti con patologie cardiovascolari o insufficienza renale.

L'impiego delle piante medicinali durante la stagione estiva non richiede particolari allarmismi, ma un approccio personalizzato e basato sulle evidenze consente di ridurre il rischio di eventi avversi e di garantire un uso della fitoterapia sicuro, efficace e consapevole.

Fonte:

European Medicines Agency (EMA), Committee on Herbal Medicinal Products (HMPC). Community herbal monographs.

ESCOP. ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products.

Barnes J, Anderson LA, Phillipson JD. Herbal Medicines. Pharmaceutical Press.

Williamson EM. Miller's Principles of Herbal Pharmacology. Elsevier.

World Health Organization. WHO Monographs on Selected Medicinal Plants

ph.cr.magnific

TAG: SICUREZZA, FITOTERAPIA, PIANTE MEDICINALI

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