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08 Maggio 2020

Covid-19, Sinasfa: creare Fondo di solidarietà per tutti i farmacisti privi di sostegno economico


Sinasfa: creare un "Fondo di solidarietà" per tutti i farmacisti in difficoltà economica senza distinzione alcuna: unico requisito l'iscrizione all'Ordine dei Farmacisti

Un "Fondo di solidarietà" a cui possano accedere tutti i farmacisti in difficoltà economica senza distinzione alcuna: unico requisito l'iscrizione all'Ordine dei Farmacisti. A proporlo è il Sinasfa Sindacato nazionale dei farmacisti non titolari per andare incontro a tutti i farmacisti ospedalieri, collaboratori e titolari di farmacia privata, collaboratori di farmacia comunale o del capitale, disoccupati, collaboratori e titolari di esercizi di vicinato, collaboratori degli esercizi di vicinato della grande distribuzione, direttori e collaboratori di aziende e di grossisti. Con l'esclusione di coloro che rientrano già nelle casistiche previste dal regolamento di assistenza dell'Enpaf o che percepiscano altre forme concrete di sostegno al reddito derivanti dai vari provvedimenti governativi e regionali che, sottolinea il Sinasfa "in verità hanno lasciato quasi sempre fuori i farmacisti".


Obiettivo: includere gli esclusi da altri provvedimenti

Il presidente Francesco Imperadrice sottolinea che lo scopo è includere gli esclusi in quanto ogni provvedimento a sostegno dei colleghi in difficoltà, da qualsiasi istituzione sia stato emanato, probabilmente per motivi di esiguità dei fondi, tende sempre a fissare delle norme limitative, (ad esempio l'anzianità contributiva di cinque o di otto anni che dà il diritto di accedere a determinate prestazioni assistenziali dell'Enpaf) che inevitabilmente escludono parte dei colleghi in palese difficoltà". Per il Sinasfa dovrebbe essere l'Enpaf, "a gestire il Fondo di solidarietà in quanto unica istituzione di categoria già organizzata e competente in materia di assistenza". Una Commissione appositamente formata valuterà lo stato di bisogno del richiedente, chiedendo caso per caso la documentazione necessaria per comprovare la richiesta effettuata. Un'iniziativa che, sottolinea il Sinasfa dimostra "unità coesione e solidarietà, collaborando all'unisono affinché ogni collega non si senta lasciato solo ma integrato e "protetto" all'interno della propria categoria, dando così un reale e concreto significato al senso di appartenenza"


La proposta del Sinasfa

Nel concreto, Sinasfa propone:
1) Alla Fofi di contribuire alla creazione di questo "Fondo di solidarietà" versando una quota percentuale dei 41,80 euro che percepisce dai circa 102 mila colleghi iscritti agli Ordini dei Farmacisti.

2) Ai 100 Ordini dei Farmacisti, in base alle proprie possibilità, di erogare al "Fondo di solidarietà" una quota percentuale per ogni singolo iscritto.

3) A chiunque desideri contribuire, società di capitale, grossisti, distributori, aziende farmaceutiche o altro, di dare la possibilità di erogare una somma al "Fondo di solidarietà".

L'iniziativa conclude la nota, darebbe "un'immagine pubblica di unità di compattezza e di collaborazione solidale all'interno della categoria, troppo spesso divisa da interessi contrapposti, unendo tutti i Farmacisti senza distinzione alcuna di ruoli e di schieramenti" con "importanti e positive ripercussioni di immagine sia sull'opinione pubblica che su tutte le Istituzioni a livello nazionale pertanto invitiamo tutti gli organi di categoria alla massima collaborazione".

TAG: DISOCCUPAZIONE, FARMACISTI, FARMACISTI OSPEDALIERI, FARMACISTI TERRITORIALI, SINASFA, SINDACATO UNITARIO DI CATEGORIA DEI FARMACISTI NON TITOLARI, CRISI ECONOMICA, FARMACISTI COLLABORATORI, FARMACISTI DI VICINATO, COVID-19

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