Assistenza territoriale. Mandelli: da rinnovare, no a battaglie di retroguardia su vaccini
Fofi: "Stupiti dalle reazioni di alcuni rappresentanti dei Medici riguardo alla partecipazione delle farmacie alla prossima campagna vaccinale, gli ambulatori non ce la faranno da soli nella prossima campagna vaccinale"
«Rimango stupito dalle reazioni di alcuni rappresentanti dei Medici di medicina generale riguardo alla partecipazione delle farmacie alla prossima campagna vaccinale. Per opporvisi si fa riferimento al Testo unico delle leggi sanitarie, un Regio Decreto che risale al 1934. Queste sono battaglie di retroguardia, la rete dell'assistenza territoriale va rinnovata, a maggior ragione dopo quanto è accaduto con il Covid-19. Gli ambulatori medici non ce la faranno da soli a far fronte alla prossima campagna vaccinale». Non si fa attendere la reazione del presidente della Fofi Andrea Mandelli alle parole del segretario della Fimmg Scotti, che nei giorni scorsi aveva manifestato il suo dissenso verso l'Ordine del giorno presentato da Mandelli stesso alla Camera, nella sua veste di parlamentare.
Pazienti cronici, farmaci oncologici e Dpc: i nodi per rinforzare territorio
L'occasione è la presentazione on line del documento "OncoCare- networking in oncologia", edito da Edra in collaborazione con Sandoz e Novartis, che raccoglie gli interventi di autorevoli professionisti impegnati sul fronte della gestione della cronicità. Dopo aver ricordato l'omaggio rivolto dal presidente Mattarella ai farmacisti - tanto durante le commemorazioni del 2 giugno quanto nel corso della visita a Codogno - Mandelli pone dei punti fermi: il paziente cronico stabilizzato deve essere trattato sul territorio, grazie alla sinergia medici-farmacisti-infermieri, mentre negli ospedali devono convergere solo le acuzie; almeno alcuni farmaci oncologici devono tornare in farmacia, il ricorso alla distribuzione diretta deve essere ridimensionato in favore della Dpc, e, allo stesso tempo, «la prassi sperimentata in queste settimane di consegnare il farmaco direttamente a casa del paziente, bypassando la farmacia, è un grave errore, un passo indietro per il nostro sistema sanitario, oltre che uno spreco di risorse». Il rischio, più in generale, è quello della «solitudine del paziente di fronte alla malattia». Sollecitato infine riguardo alla necessità o meno di mettere mano al federalismo sanitario - tema di grande attualità nel post pandemia - Mandelli non si tira indietro: «Ricordiamoci che per tornare alla situazione precedente occorrerebbe abolire il Titolo V della Costituzione. In ogni caso, se vogliamo parlare della mia regione, la Lombarda, bisogna dire che essa è stata travolta da un'emergenza sanitaria straordinaria, per prima in Europa. L'eccellenza lombarda non può essersi trasformata d'un tratto in disvalore. Detto questo, è chiaro che qualcosa va cambiato nella gestione della medicina territoriale. Ma prima di prendercela con le Regioni domandiamoci il perché dei tagli lineari alla sanità decretati dai governi negli ultimi anni, consideriamo quanto spende l'Italia per la sanità rispetto agli altri Paesi. E ancora: perché si investe così poco nella formazione di nuovi medici?».
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A cura di Redazione Farmacista33
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