laurea abilitante
24 Aprile 2026Il nuovo corso dell’Università dell’Insubria partirà a Como ma gli ultimi due anni si svolgeranno a Busto Arsizio. L’Ordine teme ricadute sul ricambio professionale, mentre l’ateneo assicura che il tirocinio potrà mantenere il legame con le farmacie del territorio.

Il nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia che partirà a Como dall’anno accademico 2026/2027, prevede che le attività più specialistiche e laboratoriali si svolgano a Busto Arsizio, una scelta che ha sollevato la preoccupazione dei farmacisti per le possibili ricadute sul fabbisogno professionale locale. Nella provincia comasca, infatti, le farmacie registrano già una carenza stimata intorno al 10% dei farmacisti e temono che lo spostamento degli studenti possa ridurre la disponibilità di nuovi laureati. L’ateneo replica che il legame con il territorio potrà essere mantenuto nella fase finale del percorso attraverso il Tirocinio pratico valutativo (Tpv), durante il quale molti studenti potranno svolgere l’esperienza nelle farmacie di Como e dintorni.
Il nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia dell’Università dell’Insubria, abilitante all’esercizio della professione di farmacista è attualmente in fase finale di approvazione nell’ambito del piano di sviluppo dell’offerta formativa dell’ateneo. Il percorso rientra nella classe LM-13 Farmacia e Farmacia industriale ed è strutturato su cinque anni, secondo il modello della laurea magistrale a ciclo unico che consente l’abilitazione diretta alla professione al termine degli studi. L’organizzazione didattica prevede lo svolgimento dei primi tre anni a Como, con l’insegnamento delle discipline di base e delle scienze fondamentali, mentre gli ultimi due anni, dedicati alle materie più specialistiche e alle attività laboratoriali, si svolgeranno a Busto Arsizio, dove l’università ha annunciato la realizzazione di un hub medico-scientifico con una forte componente biotecnologica.
Il corso è stato progettato per formare farmacisti con competenze scientifiche e tecnologiche aggiornate, in grado di operare nei diversi ambiti della professione, dalla farmacia territoriale ai servizi sanitari e al settore industriale del farmaco, e rappresenta uno dei principali interventi strategici dell’ateneo per rafforzare la presenza universitaria nel territorio comasco e rispondere alle esigenze del sistema socio-sanitario locale.
Le preoccupazioni dell’Ordine dei farmacisti comaschi riguardano in particolare l’impatto che l’organizzazione del corso su due sedi potrebbe avere sul ricambio professionale locale, in un contesto in cui la carenza di farmacisti è già significativa. Come ha dichiarato Giuseppe De Filippis, presidente dell’Ordine al quotidiano La Provincia, nella provincia di Como le farmacie registrano una mancanza stimata intorno al 10% dei professionisti, con un fabbisogno compreso tra 50 e 70 farmacisti e un ricorso sempre più frequente a collaboratori con partita Iva per coprire turni e servizi.
“La nostra preoccupazione è che poi gli studenti si spostino nell’altra provincia – ha detto De Filippis –. Per il nostro settore il nuovo corso di laurea è una novità importante, vorremmo però trattenere sul territorio le nuove energie. Ma negli ultimi anni le giovani leve si sono rivolte verso altri settori”. Il tema si inserisce in una criticità più ampia che interessa l’intero Paese: in molte aree d’Italia le farmacie segnalano difficoltà crescenti nel reperire personale qualificato, con giovani professionisti che sempre più spesso si orientano verso altri ambiti lavorativi, come l’industria o la cosmesi, oppure scelgono opportunità professionali all’estero, anche in ragione delle condizioni economiche offerte.
Alla preoccupazione dell’Ordine ha risposto l’Università dell’Insubria, chiarendo che l’organizzazione del corso su due sedi è stata progettata per valorizzare le diverse competenze scientifiche disponibili nell’ateneo. Umberto Piarulli, prorettore dell’università e docente di chimica, ha spiegato al quotidiano locale che “il corso è a ciclo unico ed è pensato su due sedi per sfruttare al meglio le competenze dell’ateneo: nei laboratori di Como possiamo insegnare le scienze dure con maggiore esperienza, mentre a Busto Arsizio, successivamente, è più forte la parte attinente alle biotecnologie. Il contatto con i ricercatori, indipendentemente dalla sede, è per noi l’opportunità più interessante”.
Piarulli ha inoltre sottolineato che è stata “registrata grandissima attenzione da parte degli Ordini professionali, sia a Como che a Varese, comprese le associazioni di categoria” e ha aggiunto: “Io credo che arrivati ai tirocini, se riusciremo a raccogliere tante iscrizioni dalle province, molti studenti proseguiranno comunque l’esperienza pratica anche a Como e dintorni, contribuendo a dare nuova energia alle farmacie del territorio”.
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