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17 Giugno 2021

Certificato verde. Rilascio, funzionamento e accesso: ecco le regole. Il coinvolgimento dei farmacisti


Continua il lavoro di costruzione del Green Pass nazionale mentre si discute sulla vaccinazione eterologa che ha avuto l'ok dell'Aifa. Il punto con gli aspetti di interesse per le farmacie

In vista del primo luglio, quando sarà ufficialmente operativo il certificato europeo Covid, continua il lavoro di armonizzazione e costruzione del Green Pass nella versione italiana. Se, da un lato, sono più chiare le regole - tra modalità di rilascio, funzionamento, accesso - che vedono, in alcuni aspetti, un coinvolgimento delle farmacie, sono nati in questi giorni dubbi se la cosiddetta vaccinazione eterologa, che ha avuto il via libera da Aifa per quanto riguarda gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose con Vaxzevria, possa essere riconosciuta a livello europeo. Vale la pena fare un punto.

Certificato verde: Sogei fa il punto sulla Piattaforma nazionale

Per quanto riguarda il Green Pass italiano, a fare un primo punto su iter e tempistica è stata, ieri, Sogei, intervenuta, come riferisce un comunicato stampa, nell'ambito dell'indagine conoscitiva su "Digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati fiscali", presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe tributaria. «Sogei» ha detto l'amministratore delegato Andrea Quacivi «ha realizzato, per conto del Ministero della Salute e con la collaborazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze e del Ministero dell'Innovazione e Transizione digitale, la Piattaforma nazionale Dgc, vale a dire il Sistema informativo nazionale per l'emissione, il rilascio e la verifica di Certificazioni verdi Covid-19 (EU Digital COVID Certificate) interoperabili a livello nazionale ed europeo. La piattaforma svolge le funzioni di raccolta dati (esiti/referti tamponi, referti guarigioni, vaccinazioni); generazione e conservazione delle certificazioni verdi Covid-19, dotate di un codice a barre bidimensionale (Qr Code); rilascio; utilizzo e verifica. La certificazione» specifica Sogei «può essere acquisita anche per il tramite di operatori sanitari autorizzati: medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti».

Le regole del Green Pass: quando e da chi viene rilasciato e le situazioni in cui è necessario

Nel dettaglio, in merito alle regole della versione italiana queste sono state fissate all'interno del Decreto del presidente del consiglio dei ministri - di concerto con il Ministero Salute, Innovazione ed Economia - su cui è attesa a breve la firma del premier Mario Draghi. Il certificato, come si ricorderà, è necessario per partecipare a cerimonie civili o religiose, eventi, accedere alle Rsa, alle fiere, e, nel caso si dovesse ripresentare tale casistica, per muoversi tra regioni arancioni e rosse. Come si evince dal dispositivo circolato in questi giorni in bozza, viene erogato in caso di avvenuta vaccinazione, avvenuta guarigione o di test negativo nelle 48 ore precedenti lo spostamento.

I dati riportati nel caso di vaccino e tampone. Ecco cosa serve a chi li somministra

Secondo la bozza circolata, i dati comuni alle tre casistiche riportati sono cognome e nome, data di nascita, malattia o "agente bersaglio" (Covid-19), struttura che ha rilasciato la certificazione (ministero della Salute), identificativo univoco della certificazione - il codice alfanumerico attribuito automaticamente dalla piattaforma. I dati, poi, si differenziano a secondo della casistica sulla base della quale il certificato è stato emesso: in particolare, per quanto riguarda l'avvenuta vaccinazione, ci dovranno essere anche le seguenti informazioni: tipo di vaccino somministrato; denominazione del vaccino; produttore o titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del vaccino; numero della dose effettuata e numero totale di dosi previste per l'intestatario del certificato; data dell'ultima somministrazione effettuata; stato membro in cui eÌ stata effettuata la vaccinazione. Invece, per quanto riguarda il test antigenico rapido o molecolare con esito negativo le indicazioni sono: tipologia di test effettuato; denominazione del test; produttore del test; data e ora del prelievo del campione per il test; data, orario e risultato del test; stato membro in cui eÌ stato effettuato il test.

Le modalità in cui farmacie e farmacisti potrebbero essere coinvolti

La piattaforma nazionale, a ogni modo, viene alimentata attraverso l'interconnessione con il Sistema Ts. La piattaforma poi mette a disposizione degli interessati le certificazioni emesse mediante un sito web dedicato - sia con accesso con identità digitale, sia con autenticazione a più fattori -, il Fse, l'App Immuni e l'App Io (anche se questa opzione al momento è stata sospesa dal garante della Privacy - si veda Farmacista33 del 11 giugno), e anche mediante lo stesso portale TS, per il tramite di operatori sanitari autorizzati, vale a dire medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacisti e altri medici delle aziende sanitarie, Usmaf, Sasn autorizzati alla funzione del Sistema tessera sanitaria. In relazione a questa casistica, in alcune regioni sono in corso valutazioni per coinvolgere appieno le farmacie come sportelli sul territorio. A ogni modo, nelle more dell'attivazione della Piattaforma, tali certificazioni sono messe a disposizione gratuitamente, in forma cartacea o digitale, su richiesta degli interessati dopo ogni singola dose vaccinale, da parte della struttura sanitaria ovvero dall'esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione - quindi anche le farmacie. Sono poi messe a disposizione anche all'esito negativo dei test molecolari e antigenici rapidi dai soggetti che li hanno effettuati - anche in questo caso le farmacie sono comprese - e infine da coloro che sono abilitati al rilascio delle certificazioni di guarigione. Come era stato suggerito dal Garante, la verifica delle certificazioni verdi eÌ effettuata mediante la lettura del codice a barre bidimensionale - che consente unicamente di controllare l'autenticità, la validità e l'integrità della certificazione, e di conoscere le generalità dell'intestatario, senza che siano visibili le altre informazioni sanitarie. I soggetti deputati alla verifica sono quelli che erogano i servizi per fruire dei quali eÌ prescritto il possesso di certificazione verde e gli organizzatori di eventi ed attività, nonché i pubblici ufficiali.

Vaccinazione eterologa: ecco le condizioni per il suo riconoscimento nel Certificato Ue

Intanto, per quanto riguarda il certificato verde Ue, che sarà operativo dal primo luglio, lunedì si è registrata la firma ufficiale dai presidenti delle istituzioni Ue (David Sassoli per il Parlamento, Ursula von der Leyen per la Commissione e Antonio Costa per il Consiglio Ue) a Bruxelles. Il certificato attesta la guarigione da Covid, con validità sei mesi dal tampone positivo, il completo ciclo di vaccinazione (a partire dal 14esimo giorno e per nove mesi) o un tampone negativo effettuato nelle ore precedenti il viaggio (48 se antigenico, 72 se molecolare). Va chiarito che non è necessario per poter effettuare spostamenti, ma serve a evitare eventuali quarantene o altre misure all'arrivo. Tra le questioni aperte c'è anche il fatto se la vaccinazione eterologa sia riconosciuta: ieri il portavoce della Commissione europea Christian Wigand, durante l'incontro con i giornalisti ha spiegato, come riferiscono le agenzie, «il regolamento che istituisce il pass menziona solo le persone "pienamente vaccinate" e non scende "nel dettaglio» della tipologia di vaccinazione, «ma l'ultima raccomandazione della Commissione, adottata dal Consiglio, che mira a facilitare la libertà di movimento, consiglia agli Stati di riconoscere ai fini del Green Pass il "mix" di vaccini alla stessa stregua delle altre modalità di vaccinazione, a patto che si tratti di farmaci "autorizzati dall'Ema».

Francesca Giani

TAG: VACCINAZIONE, FARMACIA, FARMACIE, GREEN PASS

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