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15 Febbraio 2022

Covid, guarigione non difende da reinfezione con Omicron ma evita forme gravi


La precedente infezione da Covid offre copertura bassa nel prevenire reinfezione con variante Omicron, ma buona nell'impedire la forma grave della malattia


Un nuovo studio, pubblicato sul The New England Journal of Medicine, ha evidenziato che una precedente infezione da Covid offre una copertura scarsa nel prevenire reinfezione con variante Omicron, ma buona nell'impedire la forma grave della malattia. I ricercatori, analizzando i dati nazionali del Qatar, hanno rilevato che la protezione da reinfezione dopo la guarigione da Covid-19 contro le varianti alfa, beta e delta di SARS-CoV-2 è stata intorno al 90%, ma inferiore per omicron (56%). La protezione è invece risultata più alta contro le forme molto gravi e letali, indipendentemente dal tipo di variante.

Reinfezione possibile da Omicron ma nessuna

La popolazione presa in carico nello studio è stata ampiamente rappresentativa della popolazione totale del Qatar, con una fascia di età media compresa tra 31 e 35 anni. L'intervallo mediano tra l'infezione precedente e il test PCR tra casi e controlli è stata di 279 giorni per l'analisi della variante alfa, 285 giorni per l'analisi della variante beta, 254 giorni per l'analisi della variante delta e 314 giorni per l'analisi della variante omicron. L'efficacia della guarigione da Covid-19 nel prevenire la reinfezione è stata stimata intorno al 90,2% contro la variante alfa, 85,7% contro la variante beta, 92,0% contro la variante delta e 56,0% contro la variante omicron. Le analisi di sensibilità hanno confermato i risultati dello studio. Tra i pazienti che si sono reinfettati, la progressione dell'infezione verso una forma di Covid-19 grave si è verificata in: un paziente con la variante alfa, due pazienti con la variante beta, nessun paziente con la variante delta e due pazienti con la variante omicron. Nessuna delle reinfezioni è progredita verso una forma di malattia critica o fatale, con un'efficacia stimata al 69,4% contro la variante alfa, 88,0% contro la variante beta, 100% contro la variante delta e 87,8% contro la variante omicron.

Cristoforo Zervos

Fonti

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMc2200133

TAG: COVID-19, COVID-19 VARIANTE OMICRON

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