Farmaci, Sifact: farmacisti Ssn specializzati offrono servizio di elevata qualità
La Sifact in audizione alla Camera: la distribuzione diretta dei farmaci va riletta oltre l'intento economico che ne aveva determinato la nascita
La distribuzione diretta dei farmaci va riletta oltre l'intento economico che ne aveva determinato la nascita: la specializzazione di 4 anni conseguita dal farmacista che opera nel SSN, unita alle esperienze maturate in questi ultimi 20 anni, fornisce un servizio di elevata qualità con un valore aggiunto orientato a un ambito clinico che difficilmente può essere sostenuto da una farmacia del territorio. Questi i temi portati dalla SIFaCT (Società Italiana di Farmacia Clinica e Terapia), in audizione presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera nell'ambito dell'Indagine conoscitiva in materia di distribuzione dei farmaci diretta e per conto dei farmaci.
Distribuzione diretta da rileggere oltre l'intento economico
La presidente Francesca Venturini ha sottolineato come, a distanza di 20 anni, la distribuzione diretta vada oggi "riletta in un'altra dimensione rispetto al solo intento economico che ne aveva determinato la nascita, sulla base dell'evoluzione in campo farmaceutico e normativo. In primis l'introduzione di nuovi e più costosi farmaci biotecnologici, utilizzati soprattutto nelle patologie oncoematologiche e infiammatorie, richiede spesso la necessità di uno stretto monitoraggio multidisciplinare per l'arruolamento, la prescrizione, la dispensazione e il monitoraggio degli esiti, in particolare perché sono stati introdotti specifici Registri AIFA sia per la verifica di appropriatezza d'uso, sia per l'accesso ai cosiddetti MEA (Managed Entry Agreement) per il recupero economico di alcuni trattamenti. Inoltre, la Raccomandazione n. 17 del Ministero della Salute, prevede una "Riconciliazione Terapeutica" ad ogni passaggio di cura, soprattutto in pazienti fragili ed in politerapia. Infine, la complessità dei trattamenti per la cura delle malattie rare, spesso prevede un percorso dedicato nella scelta e modalità di accesso al farmaco (usi off-label e applicazione della L. 648/96, richiesta di accesso ad usi compassionevoli, utilizzo di specifici fondi AIFA, etc)".
Quattro anni di specializzazione portano un valore aggiunto al servizio
Per quanto indicato, prosegue la nota di Sifact, "la dispensazione del farmaco direttamente eseguito dalla struttura pubblica ha un valore aggiunto, che il farmacista ospedaliero ha orientato verso un ambito maggiormente clinico, con interventi focalizzati sul counselling al paziente, al monitoraggio della sicurezza dei trattamenti, e all'aderenza terapeutica. Infatti, anche la più idonea delle prescrizioni rischia di fallire nei suoi intenti se il paziente non è adeguatamente seguito nel corso di un trattamento complesso". Venturini ha ribadito che "la specializzazione di 4 anni conseguita dal farmacista che opera nel SSN, unita alle esperienze maturate in questi ultimi 20 anni, fornisce un servizio di elevata qualità, che difficilmente può essere sostenuto da una farmacia del territorio, che non conosce la complessità delle azioni sopra descritte, e non è in stretta e continuativa interrelazione con la componente clinica". La rete delle farmacie ospedaliere e dei servizi farmaceutici territoriali orientati alla farmacia clinica, invece "ha sviluppato un approccio per patologia, con farmacisti specialisti che prendono in carico il paziente per tutte le esigenze terapeutiche. Questo, grazie da un lato alla formazione specialistica (corrispondente alle altre specialità mediche), che dà la possibilità di approfondire non solo gli elementi gestionali della farmacia ospedaliera, ma anche la componente clinica, e dall'altro dalla presenza attiva e costante nei team multidisciplinari che seguono il paziente in tutto il suo percorso di cura, fornendo anche continuità all'assistenza".
Inefficienze locali hanno già trovato soluzioni nel contesto pubblico
In conclusione, la Presidente Venturini ha evidenziato come, "escludendo le situazioni di casi di inefficienza locale, possibili sia in un contesto pubblico che privato convenzionato, si può affermare che i quesiti organizzativo-gestionali posti dall'indagine conoscitiva non trovano riscontro nella pratica. Le possibili criticità ipotizzate dalla controparte privata o privata convenzionata hanno già trovato soluzioni nel contesto pubblico, che è in grado di dimostrare con dati l'efficienza dei servizi guidati dai farmacisti del SSN nelle strutture di supporto ospedaliero. Il valore aggiunto del farmacista specialista del SSN con orientamento clinico è in grado di migliorare il percorso di cura del paziente. Molte patologie complesse necessitano infatti di una presa in carico continuativa di terapie costose e con un profilo di efficacia e sicurezza che richiedono spesso un approccio multidisciplinare nel quale la figura del farmacista ospedaliero è indispensabile. SIFaCT, come società scientifica di farmacisti specialisti del SSN con orientamento all'intervento clinico, sollecita l'istituzionalizzazione di queste numerose esperienze, già in uso in molte altre nazioni, anche per l'Italia".
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A cura di Redazione Farmacista33
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