Gestione farmaci in Rsa, presenza di farmacisti migliora efficacia e riduce eventi avversi
Una nuova ricerca mostra che le visite regolari dei farmacisti nelle Rsa riducono i problemi correlati ai farmaci e migliorano i risultati della terapia
Il danno correlato ai farmaci è il danno più frequente nel sistema sanitario e i costi globali superano i 40 miliardi di dollari all'anno. L'evidenza internazionale suggerisce che il 5 -20% degli anziani, residenti nelle case di cura, sperimenta un evento avverso da farmaco. La maggior parte di questi eventi avversi è grave, pericolosa per la vita o fatale e più della metà di questo danno è considerato prevenibile. I danni provocati dai medicinali possono verificarsi come conseguenza diretta degli effetti farmacodinamici o degli effetti del farmaco sulla cognizione, sull'attività, sulla forza o sull'appetito del paziente, tutti fattori che contribuiscono alla fragilità. Migliorare la capacità del medico e del farmacista di riconoscere l'insorgenza precoce del deterioramento indotto dal farmaco, come i cambiamenti nella cognizione o nell'attività di una persona, può aiutare a prevenire la fragilità e gli eventi avversi da farmaci.
Monitoraggio sugli eventi avversi
Uno nuovo studio multicentrico ha valutato l'impatto dell'intervento del farmacista nel ridurre i problemi correlati ai farmaci di 248 anziani, che assumevano più di 4 farmaci al giorno, residenti in 39 casa di cura. Per 12 mesi, i farmacisti si sono incontrati con i residenti ogni otto settimane per registrare eventuali nuove malattie o condizioni e per monitorare eventuali effetti o sintomi avversi. Hanno anche esaminato i farmaci dei partecipanti e monitorato la salute fisica e cognitiva, attraverso strumenti convalidati. Ad ogni visita, i farmacisti hanno riscontrato che il 60% dei residenti aveva problemi con i farmaci. Laddove il deterioramento indotto dai farmaci fosse considerato clinicamente significativo, i farmacisti si sono messi in contatto con i medici dei partecipanti per discutere le condizioni e fornire raccomandazioni sulle azioni da intraprendere. Sono state fornite ben 309 raccomandazioni sulle terapie, che prevedevano una riduzione della dose o una modifica del trattamento.
L'intervento del farmacista migliora la cognizione
L'intervento ha mostrato una differenza statisticamente significativa nei cambiamenti cognitivi tra il gruppo di intervento e quello di controllo e le stime puntuali hanno favorito il gruppo di intervento per i risultati di fragilità, attività fisica e forza di presa. L'autrice principale dello studio, la professoressa Libby Roughead, afferma "Un supporto più completo non solo eviterà i numerosi problemi di salute indotti dai farmaci attualmente sperimentati dagli anziani nelle case di cura, ma potrebbe anche aiutare a prevenire la fragilità e il declino cognitivo". Si evidenzia così il bisogno di un ulteriore supporto farmaceutico nel settore dell'assistenza agli anziani.
Dott. Paolo Levantino Farmacista clinico e giornalista scientifico Fonte: Age and Ageing, Volume 51, Issue 4, April 2022, afac092, https://doi.org/10.1093/ageing/afac092
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A cura di Redazione Farmacista33
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A cura di Luca Guizzon (Farmacista clinico esperto in fitoterapia e galenica)