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12 Ottobre 2022

Ricetta ripetibile: dimenticata, scaduta, assente. E se il farmacista potesse prescrivere?


A suggerire la possibilità di un professionista che potrebbe anche prescrivere, consigliare e rinnovare vecchie prescrizioni è Paola Brusa docente dell'Università degli studi di Torino


La ricetta ripetibile che il paziente presenta in farmacia per la dispensazione di medicinali è spesso al centro di criticità quando per esempio. per svariati motivi, o non ce l'ha o è scaduta, creando difficoltà al farmacista. A suggerire la possibilità di un professionista che potrebbe anche prescrivere, consigliare e rinnovare vecchie prescrizioni è Paola Brusa docente del Dipartimento di Scienza e tecnologia del farmaco, Università degli studi di Torino, in un contributo pubblicato da Puntoeffe (n. 12-2022).

La ricetta ripetibile, validità di sei mesi dispensazione di 10 confezioni di medicinale

"La ricetta ripetibile è una prescrizione che deve essere mostrata al farmacista affinché questi possa dispensare i medicinali di cui alla tabella 4 FU. Ha una validità di sei mesi e permette la dispensazione di 10 confezioni di medicinale. Se si tratta di medicinali contenenti sostanze stupefacenti e psicotrope di cui alla sezione E della tabella dei medicinali, la prescrizione ha una validità di 30 giorni e permette la dispensazione al massimo di tre confezioni. Questo è ciò che insegniamo ogni anno agli studenti nel corso di normativa farmaceutica. La realtà che mi riportano i colleghi è però diversa. La ricetta ripetibile è quella prescrizione che il cliente non ha quasi mai, che «il medico non me l'ha fatta tanto il medicinale lo devo pagare». La ricetta ripetibile è quella prescrizione scaduta da anni piegata nel portafoglio o quella ricetta compilata dal medico (con timbro e firma in originale) mandata via WhatsApp al paziente, il quale la stampa e pretende che valga come originale. La ricetta ripetibile è quella prescrizione che «non ce l'ho, ma dottoressa certo che me l'ha indicato il medico. Le pare che prenda il medicinale X senza che mi sia stato prescritto?». La ricetta ripetibile è prescritta a voce al telefono dal medico. La ricetta ripetibile è quel documento necessario per dispensare l'Oki e la Tachipirina 1000: «Ma dottore davvero? Nessuno me l'ha mai chiesta».

Brusa: andare incontro al paziente ma senza violare norme

Posto che può essere corretto e a volte necessario andare incontro alle esigenze e ai bisogni di salute dei pazienti, penso che spesso si giunga a un eccesso. Da un lato vi sono i clienti/pazienti che (frequentemente) pretendono che si "venda" loro quanto richiedono: a volte hanno davvero dimenticato la prescrizione a casa; a volte hanno davvero lasciato la scatola del medicinale per la pressione alta al mare; a volte è davvero stato il medico che, interpellato la domenica mattina, ha risposto via WhatsApp con l'indicazione del medicinale da assumere. Altre volte, invece, la persona pretende di comprare lo stesso medicinale che assume il cugino o che il medico gli aveva prescritto dieci anni prima per un sintomo simile. In aggiunta vi sono i medici: a volte sono davvero oberati di lavoro e di incombenze tali da non riuscire a visitare o contattare tutti i pazienti; altre volte però utilizzano ancora poco la ricetta ripetibile elettronica e inviano foto di ricette la cui copia non può essere legalmente utilizzata per la dispensazione. Vi sono poi i farmacisti che spesso cercano di capire la situazione del cliente/paziente andando incontro ai bisogni di salute, ma a volte "vendono" il medicinale senza la presenza di una ricetta perché sanno che se il cliente va nella farmacia vicina troverà un collega che glielo venderà. Insomma: un cane che si morde la coda.

Il farmacista moderno ha competenze per rinnovare la prescrizione di un paziente cronico

In tutto ciò non dobbiamo dimenticarci che la dispensazione di medicinali in assenza di prescrizione medica, se prevista, viola il codice deontologico in vari articoli, per esempio l'art.28 recita: «La dispensazione dei medicinali soggetti a prescrizione medica è subordinata alla verifica da parte del farmacista dei requisiti formali e sostanziali della ricetta, a garanzia della tutela della salute del paziente». Va infine ricordato che, effettivamente, la modalità di registrazione dei medicinali a volte inganna: lo stesso principio attivo allo stesso dosaggio in alcuni casi prevede un regime prescrittivo in altri no, a seconda del periodo in cui è stata concessa l'Aic. Qual è la soluzione? Non lo so e non penso che la ragione stia da una sola delle parti. Penso che sia giusto però, soprattutto al termine dello stato di emergenza dovuto alla pandemia, che si ripensi al modello di sanità territoriale anche in relazione alla ricetta ripetibile spedita in farmacia: dopo cinque anni di studi universitari, il continuo aggiornamento, l'esperienza maturata ed il rapporto confidenziale con l'utente, siamo sicuri che il farmacista del XXI secolo non abbia le competenze per consigliare ketoprofene bustine, un grammo di paracetamolo o, perché no, rinnovare la prescrizione di un medicinale antipertensivo in un paziente cronico?".

Paola Brusa
Dipartimento di Scienza e tecnologia del farmaco, Università degli studi di Torino

TAG: RICETTA MEDICA, FARMACISTA

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