Remunerazione specializzandi, Schillaci vanno trovate le risorse. Fofi: percorsi formativi di livello elevato
Per l'equiparazione dei professionisti sanitari, medici e non medici servono risorse per la copertura degli oneri derivanti dal finanziamento dei contratti di specializzazione
La piena equiparazione dei professionisti sanitari, medici e non medici, inclusi perciò anche i farmacisti, non può prescindere dall'individuazione delle risorse necessarie per la copertura degli oneri derivanti dal finanziamento dei contratti di specializzazione. Lo ha detto il ministro Orazio Schillaci rispondendo a un interrogazioni al Senato.
Obbligo comunitario di remunerazione va esteso a tutti i professionisti
Il ministro ha ricordato che la remunerazione agli specializzandi medici è un obbligo previsto per gli Stati membri, con direttive che risalgono al 1982 e al 2005, "mentre un simile obbligo comunitario non è stato purtroppo previsto anche per le altre figure professionali quali veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici". La piena equiparazione, ha affermato il Ministro, "dei diversi professionisti non può prescindere da un intervento normativo di più ampio respiro che preveda il necessario coinvolgimento del Ministero dell'università e della ricerca, nonché del Ministero dell'economia e delle finanze ai fini della individuazione delle risorse necessarie per la copertura degli oneri derivanti dal finanziamento dei contratti di specializzazione da assegnare anche ai predetti professionisti".
Mandelli: bene superamento delle disparità
"Apprezziamo molto l'attenzione rivolta dal ministro Schillaci alle disparità che ancora oggi esistono tra gli specializzandi di area sanitaria - ha detto il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), Andrea Mandelli. - Da tempo sono personalmente impegnato per garantire l'equiparazione dello status giuridico e del trattamento contrattuale ed economico dei farmacisti, e con loro di tutti gli altri specializzandi non medici, a quello degli specializzandi medici. Tutti gli specializzandi dell'area sanitaria - prosegue - sono chiamati a un percorso formativo di livello elevato le cui spese, in assenza di una posizione contrattuale, sono completamente a carico dei singoli. Una distinzione tanto penalizzante quanto ingiustificata, che va sanata quanto prima, prevedendo per gli specializzandi non medici un trattamento economico-normativo analogo a quello riservato ai medici. Seguiremo, perciò, con attenzione quanto emergerà dal gruppo di lavoro per l'approfondimento di questa importante tematica, istituito nell'ambito dell'Osservatorio nazionale per la formazione sanitaria specialistica e confidiamo che si possa presto arrivare a una soluzione di una questione ormai annosa", conclude Mandelli.
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