Obbligo di comunicazione su personale, inadempimento comporta multa. Chiesta modifica norma
La mancata comunicazione alla propria Asl sul personale dipendente è tra le contestazioni più frequenti durante le ispezioni nelle farmacie. Un obbligo molto datato
Tra le contestazioni più frequenti durante le ispezioni nei riguardi delle farmacie c'è la mancata comunicazione alla propria Asl del personale laureato di nuova assunzione oltre che l'eventuale cessazione di ogni rapporto di lavoro. Un obbligo "molto datato e soprattutto superato" di cui Federfarma Roma ha segnalato alla Federfarma nazionale "la necessità dell'abolizione".
Obbligo datato e superato da interconnessioni tra uffici pubblici
Secondo quanto previsto dall'art. 12 del DPR 1275/71, sussiste l'obbligo di comunicare alla propria ASL il personale laureato di nuova assunzione oltre che l'eventuale cessazione di ogni rapporto di lavoro. Lo ricorda una circolare di Federfarma Roma come monito ai titolari: "Risulta che alcune ASL, nonostante tale adempimento risulti molto datato e soprattutto superato dalle interconnessioni attive tra i vari uffici pubblici, continuano a contestare la mancata comunicazione del personale laureato comminando, in caso di violazioni, sanzioni di circa 3 mila euro". La norma in vigore, ha riformulato l'art. 32 del Regio decreto 30 settembre 1938, n. 1706 e la violazione è punita, ai sensi dell'art. 358 dello stesso regio decreto, con la sanzione (aggiornata all'euro) da un minimo di 1.549,37 a un massimo 9.296,22 euro.
Federfarma Roma, si legge, "è intervenuta nei riguardi di Federfarma Nazionale segnalando la necessità dell'abolizione di tale obbligo che appare chiaramente anacronistico e che espone le farmacie a pesanti sanzioni. Nel frattempo, vista la solerzia dimostrata da alcune ASL nel contestare tale mancato adempimento, invitiamo le farmacie ad un puntuale rispetto dell'obbligo suddetto per evitare di incorrere in sanzioni che, alla luce della normativa vigente, non sono opponibili. Cordiali saluti".
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