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22 Luglio 2026Un'indagine della National Pharmacy Association evidenzia che il principale ostacolo all'espansione del servizio prescrizione indipendente nel nuovo contratto delle farmacie di comunità inglesi è rappresentato dalla carenza di finanziamenti, dall'accesso limitato alle cartelle cliniche e dalle criticità dei sistemi informatici.

L'introduzione della prescrizione indipendente nel nuovo Community Pharmacy Contractual Framework (Cpcf) 2026/2027, prevista dall'autunno, raccoglie un ampio consenso tra i farmacisti di comunità inglesi. Tuttavia, a frenarne l'espansione non sarebbe la disponibilità dei professionisti, bensì una serie di criticità organizzative e strutturali. È quanto emerge da un'indagine pubblicata dalla National Pharmacy Association (Npa) in collaborazione con Thiscovery, secondo cui i principali ostacoli sono rappresentati da finanziamenti insufficienti, accesso limitato alle cartelle cliniche dei pazienti e sistemi informatici non adeguatamente integrati.
L'indagine, condotta su 187 farmacisti di comunità, evidenzia che l'84% degli intervistati ritiene che l'estensione della prescrizione indipendente possa migliorare l'accesso dei pazienti alle cure. La stessa percentuale ritiene inoltre che il Servizio sanitario nazionale britannico (Nhs) dovrebbe commissionare e finanziare la prescrizione come parte integrante dell'assistenza primaria.
Il sostegno al nuovo modello, però, si scontra con le difficoltà della sua applicazione pratica. Meno di un farmacista su tre (30%) ritiene infatti che le infrastrutture attualmente disponibili siano adeguate a sostenere un'estensione dei servizi prescrittivi.
Secondo il rapporto, il finanziamento stabile da parte del Nhs rappresenta la priorità principale per consentire lo sviluppo del servizio, indicata dal 68% dei partecipanti, seguita dall'integrazione dei sistemi informatici (65%).
Tra i farmacisti già qualificati come prescrittori indipendenti, il 76% indica come prioritaria una remunerazione adeguata e un finanziamento stabile, mentre il 70% segnala la necessità di poter accedere ai sistemi informatici clinici.
La Npa sottolinea che la maggioranza dei farmacisti di comunità sostiene con convinzione l'espansione della prescrizione indipendente, ma deve confrontarsi con ostacoli strutturali quali "finanziamenti inadeguati del Nhs e un accesso limitato alle cartelle cliniche dei pazienti".
A complicare ulteriormente il quadro contribuisce la formazione. Molti farmacisti riferiscono infatti che è "estremamente difficile" trovare un Designated Prescribing Practitioner (Dpp), il professionista incaricato di supervisionare il percorso formativo dei futuri prescrittori. L'indagine evidenzia inoltre che quasi un terzo (32%) dei farmacisti già qualificati come prescrittori indipendenti non esercita ancora questa attività.
L'indagine ha coinvolto anche i cittadini: il 70% dei 219 pazienti intervistati ha dichiarato di non aver mai ricevuto una prescrizione da un farmacista, ma di essere disponibile a farlo. I principali elementi che favoriscono la fiducia sono la rapidità di accesso al servizio (56%), la tutela della privacy (51%) e la possibilità che il farmacista possa consultare la storia clinica del paziente (49%).
Più prudente, invece, la posizione degli altri professionisti dell'assistenza primaria e dei responsabili della programmazione sanitaria. Tra i 76 partecipanti appartenenti a queste categorie, il 74% ritiene che la farmacia di comunità non disponga ancora della forza lavoro e delle infrastrutture necessarie per erogare la prescrizione indipendente su larga scala, mentre il 24% ritiene che il servizio non apporti un particolare valore aggiunto.
I risultati dell'indagine contribuiranno alla definizione di un quadro nazionale per l'espansione della prescrizione indipendente nelle farmacie di comunità. Il Governo britannico ha già annunciato che, nell'ambito del contratto delle farmacie di comunità 2026/2027, i servizi Pharmacy First e Pharmacy Contraception Service saranno estesi per includere la prescrizione indipendente da parte dei farmacisti qualificati, con l'obiettivo di ridurre gli invii ai medici di medicina generale e gli accessi impropri ai pronto soccorso.
Fonte:
ph.cr.magnific
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