Influenza aviaria: strategie per evitare una nuova pandemia. La riflessione su Nature
Monitoraggio allevamenti e aggiornamento vaccini sono tra le misure che si possono mettere in campo. Gli scienziati: ci sono antivirali efficaci
Il caso di una ragazzina di 11 anni morta in Cambogia a causa dell'infezione da virus H5N1, con il padre a sua volta infettato, ha riacceso le preoccupazioni sull'influenza aviaria. Una riflessione su Nature, che ha raccolto il parere di alcuni esperti, ha evidenziato le misure da mettere in campo per evitare una pandemia, anche se la disponibilità di un vaccino e di un antivirale efficaci devono frenare gli allarmismi.
Trasmissione tra mammiferi: proteggere gli allevamenti
Ad inizio anno era arrivata la notizia della diffusione del virus H5N1, che causa l'aviaria, tra i mammiferi, in un allevamento di visoni. Le epidemie, che hanno interessato via via diversi allevamenti di pollame, hanno causato decessi di massa tra uccelli e leoni marini. Dall'inizio del 2022, inoltre, più di 50 milioni di volatili, negli USA, e un numero simile, in Europa, sono morti o sono stati uccisi a causa del virus. Tenere sotto controllo le fattorie che allevano pollame, dunque, è un aspetto chiave nel contrastare il virus H5N1, il ceppo di influenza aviaria che sta attualmente circolando. Le epidemie a livello degli allevamenti, infatti, mettono a rischio la sicurezza dei cibi che arrivano sulle tavole e danno la possibilità, al virus, di diffondersi ai lavoratori delle fattorie stesse. Per limitare il contagio tra gli animali allevati e la gravità della malattia, alcuni paesi vaccinano il pollame. Tuttavia, un problema con i vaccini esistenti è che portano tutti gli animali a risultare positivi al virus, per cui gli allevatori non possono garantire che i loro polli non siano infettati, realmente, dall'H5N1. Gli scienziati sono alle fasi iniziali dello sviluppo di vaccini che possano risolvere questo problema, come il vaccino che usa solo una piccola parte del DNA virale, o di test che abbiano come target regioni genetiche che potrebbero far distinguere il pollame vaccinato da quello infettato.
Vaccini e antivirali efficaci, gli scienziati: no allarmismi
La versione ancestrale del virus H5N1 è in circolazione tra gli uccelli da circa 25 anni e questo tranquillizza gli esperti sul fatto che il rischio di un'epidemia sia basso. Tuttavia, è importante aumentare la sorveglianza a livello dei lavoratori degli allevamenti, per far sì che chiunque sia infettato venga tracciato e isolato subito.
Se comunque l'aviaria dovesse portare a una nuova pandemia, poi, gli esperti osservano che ci sono molti strumenti per combattere la malattia. Esistono, per esempio, vaccini approvati e l'OMS sta monitorando il virus in modo da avere prontamente eventuali vaccini aggiornati. Inoltre, esiste un antivirale efficace contro il virus H5N1 nell'uomo, anche se sono stati rilevati ceppi resistenti. Infine, l'uso delle mascherine può limitare la diffusione del virus. La mortalità da aviaria è, attualmente, intorno al 50%, tuttavia, molti scienziati dicono che un'eventuale pandemia da H5N1 potrebbe essere più gestibile rispetto a quella da COVID-19, proprio per la disponibilità di vaccini e farmaci.
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