Influenza, stagione aperta fino a fine aprile e complicata da circolazione di altri virus
Calo lento e progressivo dell'influenza, ma sempre sopra la soglia epidemica. Aumentare la soglia di vaccinazione fondamentale per proteggere da complicanze
La stagione influenzale si protrarrà fino alla fine di aprile, contrariamente agli anni precedenti, complicata anche dalla presenza di altri virus (Sars Cov2, virus respiratorio sinciziale e adenovirus) che hanno colpito soprattutto gli anziani, indice della necessità di aumentare il tasso di vaccinazione antinfluenzale. La stagione influenzale di quest'anno, per altro, ha segnato il più alto numero di contagi negli ultimi 23 anni come dicono i dati di monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). A spiegare l'andamento della stagione influenzale 2022-2923 agli organi di stampa sono gli esperti della Simit e della Simg.
Complicanze prevenibili con vaccinazione antinfluenzale
"Se negli anni scorsi, in questi giorni la stagione influenzale poteva dirsi chiusa, quest'anno si protrarrà almeno sino a fine aprile - sottolinea Massimo Andreoni, direttore scientifico Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) - occorrerebbe monitorare la situazione per capire se siamo di fronte ad un unicum o se l'attuale situazione rischia di diventare sempre più frequente". Inoltre, come spiega anche Claudio Cricelli presidente della Società italiana de medicina generale (Simg), se normalmente l'influenza stagionale è attesa per la fine di novembre, quest'anno è stata registrata già a metà ottobre e non si chiuderà prima di fine aprile. "Ora si osserva un calo lento e progressivo, ma siamo ancora sopra la soglia epidemica: se tra adulti e anziani si parla solo di 5,8 casi per 1000 abitanti, per i bambini risulta molto elevata". Lo confermano i numeri delle sindromi simil influenzali: alla fine di marzo si parlava di circa 13 milioni di cittadini colpiti, numero destinato ad aumentare fino a fine aprile. "Ad essere circolato - prosegue Cricelli - non è stato però solo il virus dell'influenza, soprattutto quello A rispetto a quello B, ma anche tanti altri simili: il Sars Cov2, il virus respiratorio sincinziale, l'adenovirus, quello da raffreddore". Le complicanze registrate, che sono state prevalentemente di tipo respiratorio e che hanno colpito soprattutto gli anziani, "indice del fatto - conclude - che dobbiamo aumentare il tasso di aderenza alla vaccinazione".
Iss: i dati InfluNet aggiornati
Secondo l'ultimo Rapporto Epidemiologico InfluNet dell'Istituto Superiore di Sanità, con i 300 mila contagi registrati tra il 27 marzo e il 2 aprile, è stata superata la soglia di 13 milioni di casi di sindromi simil-influenzali da inizio stagione. Non era mai successo da quando è iniziata la sorveglianza InfluNet. Il rapporto fotografa la lenta discesa della curva: negli ultimi 7 giorni l'incidenza è stata di 5,1 casi per mille rispetto ai 5,8 della settimana precedente. Il calo più marcato si osserva nei bambini: nella fascia di età 0-4 anni l'incidenza è pari a 15,38 casi per mille; in quella 5-14 anni a 6,79; nella fascia 15-64 anni a 4,90; negli over-65 anni a 2,33 casi per mille. È marcato, invece, il calo della circolazione dei virus influenzali: dei 661 campioni analizzati dai laboratori afferenti alla rete InfluNet, 72 (pari al 10,9%) sono risultati positivi al virus influenzale; la scorsa settimana erano il 15,8%.
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A cura di Redazione Farmacista33
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