Busta paga e sgravi contributivi. Applicazione e operatività: le indicazioni per datori e dipendenti
Nella Busta paga di luglio si vedranno gli effetti delle misure di sgravio contributivo fissate dalla Legge di Bilancio e dal cosiddetto Decreto Lavoro
Si vedranno sulla busta paga di luglio, per sei mesi, gli effetti delle misure di sgravio contributivo fissate dalla Legge di Bilancio e dal cosiddetto Decreto Lavoro, il cui iter di conversione in legge è in corso. Intanto, arrivano dall'Inps le istruzioni su come applicare le ultime novità, con chiarimenti sui beneficiari, operatività per i datori di lavoro e trattamento della tredicesima.
Sostegno ai redditi: come funzionano le misure di sgravio contributivo e chi può beneficiarne
Sono diverse le misure che sono state varate per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie contro l'aumento dell'inflazione - anche a maggio l'Istat ha comunicato un aumento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo dello 0,3% su base mensile e del 7,6% su base annua. Come si ricorderà, il cosiddetto Decreto lavoro, che sta proseguendo l'iter di conversione in legge, ha previsto, dal primo luglio al 31 dicembre, per i lavoratori dipendenti un ulteriore taglio al cuneo fiscale di 4 punti percentuali, senza ulteriori effetti sul rateo di tredicesima, che va a sommarsi a quello disposto con la legge di Bilancio 2022, come potenziamento degli interventi del precedente Governo Draghi. Con il nuovo intervento, l'esonero parziale sulla quota dei contributi previdenziali passa quindi dal 2 al 6% per i redditi fino a 35mila euro annui, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l'importo mensile di 2.692 euro. Mentre l'esenzione va dal 3 al 7% se la retribuzione imponibile non eccede l'importo mensile di 1.923 euro (fino a un lordo annuo di 25mila euro). Beneficiari della misura sono tutti i lavoratori dipendenti di datori pubblici e privati e resta ferma l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
Applicazione dello sgravio: come trattare la tredicesima
Dall'Inps, intanto, sono arrivate le indicazioni su come applicare l'esonero contributivo. In particolare un focus è dedicato alla tredicesima per la quale si prevede espressamente che non ci siano effetti. Pertanto, l'esonero troverà applicazione con le stesse condizioni delle normali mensilità, rispettando i limiti già visti di 2.692 e di 1.923 euro. "Laddove invece la tredicesima venga erogata mensilmente, invece che in unica soluzione a dicembre 2023, la riduzione contributiva troverà applicazione a condizione che il rateo mensile non ecceda l'importo di 224 euro (pari all'importo di 2.692 euro/12) e di 160 euro (pari all'importo di 1.923 euro/12)".
Benefici e nodi aperti della misura
Ma quali sono i benefici dallo sgravio? Come riferiscono le agenzie, in una recente analisi, "l'effetto crescente del taglio del 7% si nota in tutti gli importi che vanno dai 10mila fino ai 25mila euro lordi annui: basti pensare che nel primo caso la cifra che si potrà ottenere a luglio aumenterà di 25,67 euro rispetto al mese precedente, mentre nel secondo caso l'aumento può essere di 54,87 euro, per un totale che, considerando anche la tredicesima, può arrivare a 864,23 euro. A causa del passaggio al successivo scaglione, l'aumento scende dai 27500 euro, a 754,50 euro, per poi risalire. Per chi arriva a percepire fino a 35 mila euro annui, la busta paga di luglio avrà circa 65 euro in più".
Sulla misura restano comunque dei nodi aperti: innanzitutto c'è il problema del finanziamento per il 2024, considerando che secondo i primissimi calcoli per confermare il taglio di 6 e 7 punti di cuneo alle attuali fasce retributive servirebbero 12-13 miliardi di euro. Il provvedimento, è il parere di Antonio Misiani, vicepresidente della Commissione V Bilancio del Senato, come riferiscono le agenzie, «andrebbe reso strutturale». Inoltre, c'è un altro aspetto da sottolineare: «non è pensabile affidare alla sola fiscalità generale il recupero del potere di acquisto dei salari e degli stipendi. Noi abbiamo avuto una forte erosione nel 2022 e nel 2023. L'inflazione è oltre il 7 per cento, la crescita delle retribuzioni è di poco superiore al 2 per cento. Questa erosione non può essere recuperata solo con misure di taglio fiscale e contributivo».
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