Intestino irritabile, bifidobacterium longum migliora i sintomi
Il trattamento con Bifidobacterium longum 35624 riduce la gravità della sindrome dell'intestino irritabile e migliora la qualità della vita dei pazienti, in particolare nelle forme più gravi
Un nuovo studio, pubblicato nel World Journal of Gastroenterology, dimostra che il trattamento con Bifidobacterium longum 35624, per trenta giorni, riduce la gravità della sindrome dell'intestino irritabile (IBS) e migliora la qualità della vita dei pazienti, in particolare quelli con le forme più gravi di IBS. A seconda dei criteri utilizzati (Roma III o Roma IV), si può affermare che l'IBS colpisce ovunque dal 4% al 10% della popolazione. Il disturbo può essere responsabile di una compromissione della qualità della vita, in particolare per 1 paziente su 4 che presenta la forma più grave. Diverse linee di evidenza suggeriscono che il microbiota intestinale svolge un ruolo nella fisiopatologia dell'IBS ed è qui che entra in gioco l'interesse per la terapia probiotica.
Effetti del trattamento con Bifidobacterium longum
Il Bifidobacterium longum ha dimostrato efficacia nel migliorare i sintomi della sindrome dell'intestino irritabile (IBS) rispetto al placebo in diversi studi randomizzati in doppio cieco, tuttavia, sono disponibili pochi dati dalla pratica clinica reale o da studi che hanno utilizzato i criteri di Roma IV per diagnosticare l'IBS. E' stato così condotto uno studio prospettico, in aperto, multicentrico, osservazionale, per valutare l'effetto di B. longum sulla gravità dell'IBS e sulla qualità della vita in un contesto di vita reale.
Da novembre 2018 a gennaio 2020, sono stati arruolati 278 pazienti con IBS (secondo i criteri Roma IV). Sono stati esclusi dalla partecipazione gli individui che avevano ricevuto probiotici o antibiotici nelle 2 settimane precedenti l'iscrizione, così come quelli con una storia di chirurgia addominale. La gravità della malattia (valutata dal sistema di punteggio di gravità IBS) e la qualità della vita del paziente (valutata dal questionario sulla qualità della vita IBS) sono state confrontate tra il basale e al termine dei 30 giorni di trattamento con B.longum.
Sono stati inclusi nello studio un totale di 233 pazienti, con un'età media di 51,4 anni e composto per il 71,2% da donne. Di questi pazienti, il 48,1% aveva IBS moderata e il 46,4% aveva IBS grave. Dopo un periodo di trattamento di 30 giorni con una capsula di B. longum 35624 , è stata osservata una diminuzione significativa della gravità dell'IBS rispetto al basale (208 vs 303) e il 57% dei pazienti è passato a categorie di gravità più basse o ha ottenuto la remissione. Anche la qualità della vita dei pazienti è stata migliorata dal trattamento (68,8 vs 60,2) e il 63,8% era soddisfatto del trattamento.
Dott. Paolo Levantino Farmacista clinico e giornalista scientifico
Fonte:
World J Gastroenterol. 2022 Feb 21;28(7):732-744. doi: 10.3748/wjg.v28.i7.732. PMID: 35317278; PMCID: PMC8891724.
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A cura di Redazione Farmacista33
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