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06 Luglio 2022

Bocca secca. Dalle cause all’automedicazione, gli step dell’attività di counselling del farmacista


La xerostomia (bocca secca) può essere dovuta a malattie o farmaci, i sintomi possono migliorare con l'automedicazione. In caso contrario è necessario il parere del medico


Avere difficoltà a masticare, ingoiare o parlare può essere dovuto a una riduzione del flusso di saliva, causa della cosiddetta xerostomia, comunemente nota come "bocca secca". A indurre questa sindrome possono essere diverse patologie o l'assunzione di determinati medicinali, per questo il farmacista può aiutare nel counseling, cercando la soluzione più indicata, ma anche indagando sulla possibile causa e consigliando una visita dal medico di famiglia se i sintomi non passano o peggiorano nonostante l'auto medicazione. Un articolo pubblicato da PharmacyTimes passa in rassegna gli step di una corretta attività di counselling.

Consiglio del farmacista: dai prodotti disponibili all'importanza dell'igiene orale

Secondo l'American Dental Association, la xerostomia spesso non viene riconosciuta e, di conseguenza, non trattata. In questi casi, può causare disturbo e difficoltà a masticare, parlare, ingoiare e gustare i cibi. Inoltre, la xerostomia può contribuire alla formazione delle carie dentali, all'alitosi, a parodontiti e altri problemi orali, incluse infezioni da candida, visto che un diminuito flusso della saliva provoca un disequilibrio della microflora orale. L'effetto della xerostomia può andare da lieve a grave e i pazienti con i casi gravi spesso hanno una ridotta qualità di vita.
Con il suo contatto diretto con pubblico, il farmacista, in particolare, può cercare di identificare le persone più suscettibili alla xerostomia, partendo da malattie croniche e/o dall'uso di determinati farmaci, e può fornire raccomandazioni per aiutare i pazienti nel gestire la xerostomia e minimizzarne la gravità. I farmacisti possono anche consigliare i pazienti sui vari farmaci da banco sostitutivi della saliva e prodotti che danno sollievo al sintomo della bocca secca, ormai disponibili in diverse forme, dai chewing gum ai gel, fino a formulazioni liquide, come i collutori, o spray e dentifrici. Per la gran parte dei pazienti con xerostomia, comunque, è da tener presente che sono da preferire prodotti senza alcool, dal momento che questa sostanza può esacerbare la secchezza della bocca. Infine, un consiglio da dare è quello di mantenere una buona igiene dentale quotidiana e di parlare con il proprio medico di famiglia se la xerostomia non si risolve o peggiora dopo l'auto medicazione.

Le cause della xerostomia e la sua diffusione

L'etiologia della 'bocca secca' è multifattoriale e i fattori che contribuiscono a questa sindrome includono alcune patologie, sottoporsi a determinati interventi e assumere determinati farmaci. L'esatta incidenza della xerostomia non è nota, ma nella popolazione generale varierebbe dallo 0,9% al 64,8%, almeno negli USA, dove il 30% degli over 65 e il 40% degli over 80 manifesterebbero questa sindrome. L'incidenza della xerostomia, dunque, aumenta con l'età dal momento che i più anziani assumono più farmaci per il trattamento di diverse patologie croniche. Inoltre, una causa comune di xerostomia è la sindrome di Sjögren, una malattia autoimmune infiammatoria cronica in cui le cellule immunitarie attaccano e distruggono le ghiandole che producono lacrime e saliva. Altre patologie che sarebbero collegate alla 'bocca secca' sono le epatiti attive croniche, la malattia di Crohn, la depressione, cambiamenti ormonali correlati alla menopausa, ipertensione, ipotiroidismo, HIV, malattia di Parkinson, sarcoidosi, scleroderma e diabete non controllato. E anche le persone che ricevono radioterapia a collo e testa possono sviluppare xerostomia. Altre possibili cause includono il consumo di alcool, respirare con la bocca, l'elevato consumo di caffeina e la dipendenza dal fumo. Per quel che riguarda il collegamento tra xerostomia e assunzione di farmaci, l'American Academy of Oral Medicine indica che più di 1.100 medicinali hanno un possibile effetto negativo su alterazione o riduzione della produzione della saliva, come quelli con effetto anticolinergico, gli antidepressivi e gli antistaminici, i farmaci antipertensivi, antipsicotici, antiepilettici, decongestionanti diuretici e sedativi.
Infine, è stato studiato anche l'impatto del COVID-19 sulla xerostomia. Una review di oltre 180 studi ha evidenziato che la 'bocca secca' interessa fino al 43% delle persone con infezione da virus SARS-CoV-2, poco più dell'effetto su perdita di gusto e olfatto che si manifesterebbe in quattro pazienti su dieci.
Secondo gli esperti, dunque, i medici dovrebbero conoscere l'impatto negativo della xerostomia a livello di salute orale e qualità di vita dei pazienti e dovrebbero collaborare in modo stretto con i farmacisti per assicurarsi che i pazienti siano correttamente consigliati e gestiti.

Sabina Mastrangelo

Fonte

Pharmacy Times https://www.pharmacytimes.com/view/understand-the-significance-of-identifying-and-treating-dry-mouth 

TAG: COUNSELING, XEROSTOMIA, FARMACISTA

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