Anticoagulanti orali. Benefici su ipertensione arteriosa: revisione Cochrane dei dati
Una review Cochrane indaga sugli effetti della terapia antitrombotica nei pazienti con ipertensione
Le principali complicanze di un'elevata pressione arteriosa sistemica, cioè l'infarto miocardico, l'ictus ischemico e altre malattie vascolari sono legate alla trombosi piuttosto che all'emorragia. Pertanto, è importante indagare se la terapia antitrombotica può essere utile nella prevenzione delle complicanze legate alla trombosi nei pazienti con pressione arteriosa elevata. Ora un gruppo di ricerca dell'Università di Liverpool ha esaminato gli effetti dei più comuni farmaci antipiastrinici sui decessi e sugli eventi trombotici nei pazienti con ipertensione rispetto al placebo o ad altri trattamenti attivi. I risultati di questa review sono stati pubblicati su Cochrane.
Testati i farmaci controllati con placebo
Gli autori hanno analizzato incluso nella revisione sei studi clinici randomizzati e controllati tra Europa, Regno Unito, Stati Uniti e Giappone per un totale di 61.015 pazienti. Quattro studi erano di prevenzione primaria (per un totale di 41.695 pazienti) e due erano di prevenzione secondaria (19.320 pazienti). Quattro studi erano controllati con placebo e due studi invece erano comparativi fra diversi farmaci.
La terapia cronica con acido acetilsalicilico (Asa) per la prevenzione primaria non ha modificato la mortalità nei pazienti con ipertensione arteriosa. Tuttavia, in questi pazienti sono i rischi di sanguinamento rispetto ai pazienti trattati con il placebo. Nella prevenzione secondaria ci sono stati lievi miglioramenti nell'uso dell'aspirina riguardo i principali eventi cardiovascolari gravi (infarto miocardio, ictus e morte cardiaca improvvisa) rispetto sia al placebo che al clopidogrel. La terapia antipiastrinica con Asa probabilmente riduce il rischio di eventi cardiovascolari e non fatali rispetto al clopidogrel. Clopidogrel ha aumentato il rischio di importanti eventi emorragici rispetto all'aspirina nei pazienti con pressione arteriosa elevata durante i trial riguardanti la prevenzione secondaria. Non ci sono prove una terapia anticoagulante orale con il warfarin per la prevenzione secondaria modifichi la mortalità cardiaca nei pazienti con pressione arteriosa elevata.
La ticlopidina, il clopidogrel e gli antiaggreganti più recenti, come prasugrel e ticagrelor, non sono stati sufficientemente valutati nei pazienti con pressione arteriosa elevata per quanto riguarda un'eventuale prevenzione primaria, mentre per quella primaria le prove sono insufficienti o contraddittorie. Infine, i ricercatori hanno notato come i nuovi farmaci antitrombotici orali (dabigatran, rivaroxaban, apixaban ed edoxaban) debbano ancora essere testati in pazienti con pressione arteriosa elevata sia per la prevenzione primaria che secondaria.
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A cura di Redazione Farmacista33
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