Farmaci antidiabetici, nuovo ruolo nel trattamento dell’obesità. Ecco quali sono efficaci
Alcuni tra i nuovi farmaci antidiabetici, anche di ultima generazione, si sono dimostrati efficaci determinare perdite di peso record nelle persone con obesità
Alcuni tra i nuovi farmaci antidiabetici, anche di ultima generazione, si sono dimostrati efficaci determinare perdite di peso record nelle persone con obesità, con risultati sino ad oggi raggiunti unicamente con la chirurgia bariatrica. Le novità in questo ambito terapeutico sono state discusse in occasione del 41° Congresso della SIF, in corso a Roma. "Le principali novità nella cura dell'obesità provengono dai farmaci antidiabetici caratterizzati da una struttura analoga all'ormone GLP-1 e in grado di avere effetti benefici anche sul controllo della massa grassa, tanto da essere stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) e dall'Agenzia Europea del Farmaco (EMA) come opzione di trattamento per la gestione cronica del peso nei soggetti con obesità", afferma Enzo Nisoli dell'Università degli Studi di Milano, in occasione del Congresso.
Quando intervento su stile di vita non basta: i farmaci disponibili in Italia
"Negli ultimi anni - spiega Nisoli - a partire dalla liraglutide sono state condotte una serie di sperimentazioni che hanno dato risultati sorprendenti, segnando l'inizio di un nuovo e promettente filone di ricerca in quest'ambito. La principale novità rappresentata dalla liraglutide è data dal fatto che non agisce solo aumentando la secrezione insulinica a livello del pancreas, ma anche a livello centrale dove, legandosi ai recettori specifici del GLP-1, induce segnali di sazietàÌ e di riduzione dell'appetito". Nel caso in cui la correzione dello stile di vita (a partire da un'alimentazione sana e una regolare attività fisica) non risulti sufficiente, si legge in una nota della Sif, può essere prescritta una terapia farmacologica nei soggetti con indice di massa corporea (IMC) superiore a 30 o a 27 in presenza di comorbiditàÌ o altri fattori di rischio. Tra questi farmaci, il più innovativo attualmente disponibile in Italia è liraglutide: si tratta di una molecola simile al GLP-1, in principio utilizzata per il trattamento del diabete di tipo 2 e, in seguito, approvata come farmaco antiobesitàÌ nel 2014 dall'FDA e nel 2015 dall'EMA e dall'AIFA. In Italia, oltre a liraglutide, sono disponibili altri due farmaci antiobesità: orlistat che agisce a livello del tratto gastrointestinale riducendo l'assorbimento dei grassi introdotti con la dieta; e l'associazione naltrexone-buproprione, psicofarmaci che agiscono a livello del sistema nervoso centrale riducendo l'appetito e facilitando, di conseguenza, l'adesione a una dieta appropriata.
Nuovi farmaci in studio e in arrivo
Attualmente sono numerose le molecole in fase di studio e alcune di queste hanno dimostrato una straordinaria efficacia nel controllo del peso, tanto che in un prossimo futuro saranno commercializzate anche in Italia nel trattamento dell'obesità. "Nel 2021 - prosegue Nisoli - l'FDA ha autorizzato un nuovo medicinale per il trattamento dell'obesità. Si chiama semaglutide e, rispetto alla liraglutide, ha il vantaggio di avere un'emivita molto più lunga, consentendo una somministrazione sottocutanea settimanale. Questo medicinale è disponibile anche in Europa e in Italia, ma al momento solo come farmaco antidiabetico. I risultati degli studi clinici controllati ne hanno dimostrato un effetto molto importante nella riduzione del peso corporeo, con perdite di oltre il 15% nella metà dei pazienti trattati e fino al 20% in almeno un terzo di essi". Un discorso a sé merita un altro farmaco altrettanto promettente in terapia e con meccanismi d'azione multifattoriali e originali: si chiama tirzepatide ed è stato approvato di recente dall'FDA per il trattamento del diabete di tipo 2, con un'efficacia sorprendentemente elevata nei soggetti con obesità. "Si tratta - sottolinea Nisoli - di un farmaco assolutamente innovativo, in grado di combinare in una sola molecola due principi attivi: il GLP-1 e il GIP (polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente). Secondo i dati pubblicati lo scorso giugno sul New England Journal of Medicine, il trattamento con tirzepatide ha comportato nei soggetti arruolati nello studio perdite di peso sino al 20-25% in una percentuale di pazienti molto elevata e mai osservata con gli altri farmaci. Sono risultati straordinari, paragonabili a quelli che si osservano con la chirurgia bariatrica. A fronte di questi numeri non possiamo che essere fiduciosi verso il futuro, pur consapevoli che c'è ancora tanta ricerca da fare al fine di comprendere a fondo i meccanismi d'azione che rendono queste molecole così efficaci nel trattamento dell'obesità", conclude Nisoli.
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A cura di Giuseppe Tandoi
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