La vitamina A e il benessere del microbiota intestinale
La vitamina A è un composto liposolubile che si ritrova principalmente nel latte, negli oli di pesce, nel fegato, nelle uova e in molti vegetali come precursore beta carotene. Ecco come si può integrare
La vitamina A è un composto liposolubile che si ritrova sottoforma di retinolo (e degli analoghi retinoidi) principalmente nel latte, negli oli di pesce, nel fegato, nelle uova e in molti vegetali (verdura e frutti arancioni e rossi), come precursore beta carotene. Mentre nei paesi in via di sviluppo la carenza di vitamina A è diffusa soprattutto nella popolazione infantile, nei paesi industrializzati è rara.
Fabbisogno, funzione e carenza di vitamina A
Il fabbisogno stimato di 0,6/0,7 mg al giorno è facilmente raggiunto con una dieta equilibrata: la vitamina A si accumula infatti nel fegato in modo da costituire una riserva sempre disponibile. La carenza è invece per lo più dovuta a malattie che causano un malassorbimento di sostanze grasse, da cui è veicolata; morbo di Crohn, malattia infiammatoria intestinale (IBD), celiachia, fibrosi cistica e malattie del fegato oppure successivamente ad operazioni chirurgiche di bypass intestinale per l'obesità. La vitamina A ha un ruolo fondamentale nella cheratinizzazione delle mucose e interviene principalmente nei processi della visione perché è un costituente della proteina rodopsina nella retina dell'occhio. Ma un corretto apporto nutrizionale è indispensabile anche per il funzionamento del sistema immunitario. La presenza di vitamina A, infatti, ha un ruolo diretto sull'integrità cellulare e la secrezione di citochine; regola l'immunità innata e adattativa, il corretto funzionamento dei meccanismi di difesa dei linfociti e l'attività antimicrobica dei macrofagi. Studi recenti stanno valutando anche la sua funzione nella composizione del microbioma intestinale che è direttamente coinvolto nei processi di innesco e di modulazione dell'immunità: qualsiasi fenomeno che perturba la composizione del microbioma intestinale può portare a disbiosi, cioè allo squilibrio fra specie benefiche che apre le porte alla proliferazione di microrganismi patogeni.
Integrazione di beta carotene
Un recente studio ha valutato l'integrazione di beta carotene della dieta in una popolazione di topi in totale carenza di vitamina A. Si è visto - descrivono gli autori dello studio - un miglioramento dello stato intestinale della vitamina A, l'integrità della barriera e l'infiammazione, in misura maggiore dove la carenza di vitamina A era conclamata. Nelle stesse condizioni di carenza i ricercatori hanno potuto notare che il beta-carotene ha modificato anche il profilo tassonomico del microbioma fecale, in particolare di Bacteroidetes, Firmicutes e Proteobacteria. Saranno necessari ulteriori approfondimenti ma secondo gli autori il ruolo del beta carotene nei casi di carenza di vitamina A, così come emerso da questo lavoro, potrà portare allo sviluppo di strategie di intervento dietetico per migliorare le condizioni nei casi di patologie che interessano l'intestino.
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A cura di Redazione Farmacista33
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