Dolcificanti sotto osservazione: indagato il rischio di infarto e ictus
Secondo i risultati di un nuovo studio, il consumo del dolcificante eritritolo potrebbe essere associato a un maggior rischio di infarto e ictus
Secondo i risultati di un nuovo studio, il consumo di eritritolo - un dolcificante utilizzato dall'industria alimentare - potrebbe essere associato a un maggior rischio di infarto e ictus. In sintesi, il nuovo studio condotto dai ricercatori della Cleveland Clinic, Ohio (USA) e pubblicato su "Nature medicine" ha studiato gli effetti dell'eritritolo analizzando campioni di sangue prelevati su pazienti arruolati per altre due ricerche che hanno preso in considerazione i tassi di infarto e criticità cerebrovascolari in persone con sovrappeso o diabete.
Focus su diete "senza zucchero" o ipocaloriche
I ricercatori hanno scelto queste coorti perché questi pazienti hanno maggiori probabilità di consumare eritritolo quando adottano una dieta "senza zucchero" o ipocalorica. I risultati hanno stabilito che nelle persone con i più alti livelli ematici di eritritolo (quartile superiore), il rischio di infarto e ictus era circa il doppio nell'arco di tre anni rispetto a quelli con i livelli più bassi (quartile inferiore). Per completare questo risultato, il team di Cleveland ha anche esplorato gli effetti dell'eritritolo sulla formazione di coaguli di sangue su campioni di otto volontari considerati a basso rischio di infarto o ictus e in vivo nei topi. Aggiungendo tra 45 e 300 micromoli di eritritolo a campioni di sangue umano, i ricercatori hanno notato un'insolita aggregazione piastrinica. Lo stesso risultato è stato osservato nei topi, nei quali si sono formati coaguli di sangue già a partire da 45 micromoli di dolcificante. Uno degli autori dello studio, il dottor Stanley L. Hazen, ha sottolineato come molti fattori abbiano portato a credere che l'eritritolo ad alte concentrazioni causi direttamente un aumento della reattività delle piastrine del sangue. L'eritritolo, un poliolo presente naturalmente in alcuni frutti e utilizzato come additivo (E968) dall'industria alimentare, in teoria potrebbe essere il dolcificante perfetto. Con un potere dolcificante superiore del 70% rispetto allo zucchero, il suo valore calorico è prossimo allo zero (0,20 kcal/100 g contro le 4 kcal/100 g dello zucchero) e provoca meno effetti collaterali digestivi rispetto agli altri membri della famiglia. Inoltre, non aumenta l'insulina, il che lo renderebbe ottimo per i diabetici e le persone che seguono diete a basso contenuto di carboidrati, non contribuendo alla carie dentale. E' necessario, tuttavia, valutare accuratamente queste nuove evidenze che lo legano ad un aumentato rischio di infarto e ictus.
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A cura di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)